set 21 2011

Uscire dalla crisi? Chi non comunica rischia di scomparire

L'asset strategico per le aziende si concretizza nella reputazione web del brand

Category: MarketingFabioBalista @ 14:03

comunicazioneFabrizio Cataldi, fondatore della società Comunicazione Italiana, afferma: “Diffondere una vera e propria cultura della comunicazione, in un periodo storico nel quale una buona comunicazione risulta tra le strategie vincenti utili a dare una spinta decisiva alla ripresa economica, oltre a essere la leva fondamentale attraverso la quale si esprimono gli stili e i valori delle diverse realtà che compongono la società moderna”.

Il ruolo strategico della comunicazione è riconosciuto (fonte dati: Istituto Pierpaoli) dal 61% degli italiani. Da tali dati emerge, inoltre, che le priorità sulle quali investire nella comunicazione sono i valori e la cultura e che la “web reputation” delle aziende è importante per il 77%.


Nove italiani su dieci ritengono molto importante che la comunicazione di aziende ed istituzioni sia affidata ai professionisti del settore.

sagome di persone e puzzleFiorella Passoni, AD di Edelman Italia, dice: “Se un tempo le aziende si basavano sulla solidità economica per ricevere la fiducia del pubblico, oggi la reputazione si basa su elementi più ampi e complessi: siamo passati da un era in cui il comunicatore era uno, e si rivolgeva alla massa, ad una in cui diversi influenzatori si ascoltano reciprocamente contribuendo a costruire la reputazione”. “Per poter comunicare in maniera efficace” – prosegue Passoni – “bisogna saper ascoltare e coinvolgere i diversi pubblici in tutti i processi e gli aspetti della comunicazione”.

L’Italia (da una indagine di StrategyOne) è il primo paese europeo per l’attenzione riposta sul brand: oltre il 45% degli italiani considera fondamentale la reputazione dell’azienda al momento dell’acquisto.


smileLa comunicazione risulta fondamentale: lanciare le giuste strategie di marketing per comunicare e promuovere è il giusto sistema per incrementare la brand reputation e differenziarsi nel mercato; azione che si ripercuote direttamente a livello economico.

Fabio Balista – Marketing Manager

(fonte per l’articolo Pubblicità Italia – mese agosto 2011)


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feb 28 2011

Internet: boom 2011 per il web

Il superamento della crisi economica passa per la rete!

Category: Web marketingMarcoPedota @ 23:05

Dall’analisi svolta da Deloitte Consulting (azienda leader nei servizi professionali alle imprese) emerge il ruolo trainante di internet per la ripresa economica.
L’e-commerce tira, Facebook esplode, 5,3 milioni di italiani accedono ad internet tramite cellulare (internet mobile) ed oltre il 70% delle scelte per l’acquisto si avviano attraverso il web: il 2011 si attesta come l’anno del boom per chi vuole fare impresa online!

e nella Provincia di Pesaro?

Le aziende del distretto sono consapevoli di questi dati e decideranno di “cavalcare l’onda”?

Le imprese più attente all’innovazione hanno già intuito l’importanza della comunicazione via web e si sono già mosse in questa direzione. Purtroppo i pionieri sono ancora pochi e le enormi potenzialità offerte dal web non sono ancora sfruttate a pieno.
E-commerce, strumenti di social media marketing e più in generale il web non sono ancora utilizzati al meglio. Tutti sanno che i budget di investimento per comunicare e fare pubblicità attraverso il web sono nettamente inferiori rispetto ad altre forme di promozione offline del proprio brand ed i risultati sono misurabilie assolutamente confortanti.



Perché allora non “cavalcare l’onda” ed uscire dalla crisi con l’aiuto dei nuovi strumenti del web 2.0?
A tale scopo lo Studio Artistiko mette a disposizione i propri servizi professionali: cavalcate l’onda, siate partecipi della ripresa economica svolgendo un ruolo da protagonisti nell’era del web.

Elena Pasini – Account executive

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lug 31 2010

Come trasformare la routine da fiera in partecipazione attiva

Modifichiamo le nostre vecchie abitudini da fiera per incrementarne il feedback positivo, anche dai vecchi clienti!

Category: MarketingMarcoPedota @ 23:03

Dopo aver analizzato i punti chiave causa del calo di prestazioni della partecipazione alle fiere, cominciamo analizzandone uno sempre valido: la routine fieristica causa di scarso feedback e basso livello d’innovazione e di motivazione aziendale.

Uno dei principali problemi che possono rendere “fallimentare” la partecipazione ad una fiera è la routine: anche se crediamo che le nostre care vecchie abitudini da fiera siano “vincenti”, potrebbero non esserlo ragionando sulla continuità: i nostri clienti che ci hanno già fatto visita gli anni precedenti restano “annoiati” dal nostro stand simile, stesse persone, stessi approcci, stessa comunicazione. Una nuova (anche se non del tutto diversa) politica fieristica potrebbe invece stupirli, o comunque comunicare loro l’idea che l’azienda innova e si rinnova, aumentando l’attrattiva nei suoi confronti e l’entusiasmo generale.

Ragioniamo quindi sempre sul punto chiave: l’innovazione.


Per riepilogare quanto appena detto ed avere le idee chiare, possiamo porci alcune domande (e relative risposte):

  1. D. Il nostro materiale promozionale (brochures, depliants, shopper, gadgets, ecc) è già stato presentato ai nostri clienti?
    R. Rinnoviamo il materiale promozionale, facciamolo studiare appositamente per la fiera oppure approfittiamo della fiera per promuovere nuovi prodotti e presentare il nuovo catalogo/listino/brochure
  2. D. Il nostro stand ci piace, ma trasmette ad un visitatore esterno la stessa sensazione che proviamo noi, che conosciamo a fondo l’azienda, i prodotti, la sua filosofia?
    R. Facciamo esaminare il nostro stand da un consulente esterno, che può segnalarci, analizzandolo, pregi e difetti dello stesso, indicandoci quali accorgimenti e novità possano renderlo nuovo e vincente
  3. D. E’ giusto far partecipare alla fiera lo stesso personale che ha già partecipato alle edizioni precedenti?
    R. Verifichiamo il personale che deve partecipare alla fiera ad ogni nuova edizione: non mandiamo “i soliti” solo perchè conoscono già fiera e dinamiche. Alcuni nuovi entusiasti giovani dell’azienda, esperti sui nuovi prodotti da presentare, adeguatamente formati dai “veterani” e da consulenti esterni potrebbero dimostrare un grande potenziale.
  4. D. Abbiamo rinnovato l’immagine trasmessa dall’allestimento, grafica, e materiale promozionale. Dobbiamo essere soddisfatti?
    R. Il massimo coinvolgimento, in ogni situazione creata per catturare l’attenzione del pubblico, si ottiene stimolando al meglio tutti i sensi: pensiamo all’illuminazione aggiuntiva dello stand, alla musica, addirittura possiamo stimolare l’olfatto del pubblico diffondendo leggeri profumi, se attinente al tipo di azienda/prodotto/messaggio. Non dimentichiamo infine l’abbigliamento: una “divisa” per la fiera potrebbe distinguerci veramente dai nostri concorrenti dello stand affianco.

Per riuscire a pianificare il tutto nel migliore dei modi ed abbattere la routine da fiera, il consulente marketing o l’agenzia di comunicazione possono consigliarci e guidarci, studiando insieme a noi la strategia vincente.

Vediamo ora come effettuare una corretta pianificazione pre-fiera.

Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

in collaborazione con Marcello Zeppa – Brand Equity

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lug 28 2010

Migliorare il Feedback (ROI) di una Fiera ottimizzando i costi!

La presenza in Fiera dei brand è un eccellente veicolo di comunicazione, ma è efficace solo seguendo una corretta strategia di marketing

Category: MarketingFabioBalista @ 23:02

Le Fiere sono state per tanti anni il miglior strumento di marketing diretto per quanto riguarda la comunicazione face to face. Questo è stato possibile grazie alla struttura fieristica: vi sono infatti, insieme: fornitori, acquirenti, agenti, purchase influencer e consulenti.

È stata quindi, la Fiera, il palcoscenico ideale per: lanciare nuovi prodotti e servizi, garantirsi il supporto dei media, costruire la visibilità e la reputazione del marchio, generare nuovi contatti e fidelizzare i clienti già a portfolio.

È così ancora oggi? Le Fiere sono ancora quell’arma infallibile per la comunicazione del brand faccia a faccia?

Noi crediamo di sì! Però….

… però ci sono cause che ci portano a pensare che il calo dei feedback post-fiera ed il conseguente calo del trend fieristico non sia un fenomeno legato al boom dei new media ed alla new comunication in generale, quanto più ad aspetti individuabili e quantificabili, determinati dal comportamento dei brand stessi.


I punti chiave che secondo noi hanno determinato un “intorpidimento” della vitalità che trasmettevano le marche in Fiera, sono:

  • Routine → andiamo sempre alle stesse Fiere, con lo stesso materiale promozionale degli anni passati, con stand simili, con le stesse persone, ecc.
  • Scarsa pianificazione pre-fieraquanta attenzione dedicate nel mettere ogni tassello al posto giusto per convertire la vostra presenza in Fiera in un’arma che generi ritorni sicuri?
  • Fretta → e quanto tempo dedicate alla pianificazione della Fiera?
  • Stand → è sempre lo stesso, o molto simile agli anni passati…. pensate che così la gente vi “riconosca” più velocemente, ma vi sbagliate! Le persone vogliono l’innovazione, il cambiamento! Vogliono poter contare su una marca di cui si fidano ma che comunque proponga (sotto ogni aspetto riguardante l’immagine e la qualità) la novità.
  • Gestione post-fiera → molto spesso assente! Noi consideriamo, invece, quest’ultimo punto chiave, come una delle principali fonti di successo di una Fiera.

Scopriamo insieme come trasformare la routine da fiera in una partecipazione attiva!

Fabio Balista – Marketing Manager @ Artistiko

in collaborazione con Marcello Zeppa – Brand Equity

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nov 26 2009

Ripresa economica in Italia ed andamento delle vendite online: fine della crisi?

Uno dei sistemi meno influenzati dalla crisi è quello della vendita online

Category: Web marketingMarcoPedota @ 23:01

Ad un anno dall’inizio della crisi economica mondiale, sembra che finalmente qualcosa stia veramente cambiando: dopo 5 trimestri negativi, risulta un aumento dello 0,6% sul PIL italiano, meglio della media europea dello 0,2%. E’ l’inizio della ripresa che tutti stavamo aspettando?

Mentre per moltissime realtà aziendali, che si sono trovate davanti un clima più rigido da parte delle banche e sempre meno clienti (oltre a quelli insolventi), il 2009 ha portato grandi difficoltà e per alcune anche tristi esiti, per altre, che hanno investito nella vendita online, non è stato proprio così.

Situazione economica del commercio elettronico in Italia

Nonostante la crisi, nel 2009 si è registrato un incremento degli ordini effettuati in negozi online italiani del 13%, per un fatturato totale di circa 5,8 miliardi di euro, che  segnano un +1% rispetto al 2008. (dati dell’Osservatorio Netcomm School of Management del Politecnico di Milano)

Mentre in Italia, come già indicato nell’articolo “Mercato degli acquisti on-line in crescita“, gli utenti web che acquistano online sono in leggero aumento, grazie agli investimenti da parte degli imprenitori in siti web di commercio elettronico più sicuri e veloci, oltre che in strategie di web-marketing mirate e seguite da esperti, all’estero la pratica dell’acquisto online è ben più diffusa, in molti paesi ormai consolidata da anni, anche grazie alla banda larga come diritto del cittadino (in Spagna e Finlandia è prevista entro fine 2010, mentre per avere banda larga adsl 2mb gratis in Italia dovremo aspettare almeno la fine del 2011).

Export tradizionale contro export online: nel 2009 vincono le esportazioni online

Per i motivi sopra esposti, l’export attraverso e-commerce italiani permette alle aziende che offrono un sito multilingua di incrementare enormemente le entrate, in particolar modo per quei settore del “Made in  Italy” che da sempre ci contraddistinguono.

Dal 2007 al 2009 le esportazioni tradizionali hanno subito un calo percentuale costante di circa il 15% annuo. Nello stesso periodo le esportazioni online sono rimaste costanti, ed in aumento in questo ultimo periodo: se l’andamento rispetterà le previsioni, a fine anno si registrerà un incremento del 9% dell’export online rispetto al 2008.


Quali sono i settori trainanti dell’export nel commercio online italiano?

Come scritto sopra, i settori di vendita online maggiormente apprezzati all’estero sono quelli che offrono alcune delle cose che ci contraddistinguono: il turismo e la moda. Infatti le vendite online all’estero registrano circa il 60% proprio nel settore del turismo, mentre il 20% nell settore dell’abbigliamento ed accessori.

Ad oggi, come ci illustra il grafico, oltre la metà dei siti che offrono prodotti o servizi online, sono legati al turismo. Fanno seguito gli e-commerce di informatica ed elettronica (settore tra i primi a nascere), assicurazioni, abbigliamento, editoria, musica ed alimenti.


Variazioni delle vendite online in Italia nel 2009 rispetto al 2008

Proprio in conferma dei dati esposti, nei quali si indica l’abbigliamento come settore in fortissima crescita, ha aperto ieri il nuovo e-commerce di Giorgio Armani.

Emerge da quest’anno anche il commercio online dei vini italiani, che non mancherà di essere apprezzato all’estero. Abbigliamento ed alimentari sono settori con poca concorrenza in quanto a negozi online, ricoprono solo il 7% degli e-shop italiano: ciò nonostante le vendite di questi due settori sono in forte crescita, registrando una stima di + 51% rispetto al 2008. Al contrario notiamo che il settore più diffuso, il turismo, è in calo, anche se di solo il 3%. Questo però non deve destare preoccupazione per i singoli operatori turistici, in quanto quello del turismo online è un settore attivo da molti anni, e comunque unico, non “attaccabile” con facilità dalla concorrenza (se cerco un bed & breakfast a Siena, i concorrenti del resto d’Italia non saranno di certo un problema). La concorrenza che può esistere in questo settore è riscontrabile nelle prenotazioni di viaggi o voli.


Fatturato e-commerce in tendenza crescente nel 2009

Dall’analisi effetuata dal Politecnico di Milano risulta che oltre il 60% delle attività di vendita online presenta un bilancio in aumento, dei quali i due terzi oltre il 20% rispetto al 2008. Solo il 20% deglle attività registrano un calo, quasi sempre marginale.

In conclusione, probabilmente è prorpio il 2010 il momento migliore per aprire un nuovo e-commerce o per intraprendere investimenti di web marketing su un sito già presente, in virtù dei dati sopra citati e del costante incremento degli utenti nazionali ed esteri verso l’acquisto online, senza contate l’intenzione dei governi di tutta Europa di fornire banda larga a tutti i cittadini entro pochissimi anni, come diritto pubblico.


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NOTA 2: Se hai un e-commerce o se sviluppi siti web, sicuramente hai trovato di aiuto i consigli e le strategie elencate in questo articolo. Considera l’idea di contattarmi per una consulenza di web marketing al fine di valorizzare al massimo il tuo sito ed ottenere il successo di cui hai bisogno!

Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

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