lug 28 2010

Migliorare il Feedback (ROI) di una Fiera ottimizzando i costi!

La presenza in Fiera dei brand è un eccellente veicolo di comunicazione, ma è efficace solo seguendo una corretta strategia di marketing

Category: MarketingFabioBalista @ 23:02

Le Fiere sono state per tanti anni il miglior strumento di marketing diretto per quanto riguarda la comunicazione face to face. Questo è stato possibile grazie alla struttura fieristica: vi sono infatti, insieme: fornitori, acquirenti, agenti, purchase influencer e consulenti.

È stata quindi, la Fiera, il palcoscenico ideale per: lanciare nuovi prodotti e servizi, garantirsi il supporto dei media, costruire la visibilità e la reputazione del marchio, generare nuovi contatti e fidelizzare i clienti già a portfolio.

È così ancora oggi? Le Fiere sono ancora quell’arma infallibile per la comunicazione del brand faccia a faccia?

Noi crediamo di sì! Però….

… però ci sono cause che ci portano a pensare che il calo dei feedback post-fiera ed il conseguente calo del trend fieristico non sia un fenomeno legato al boom dei new media ed alla new comunication in generale, quanto più ad aspetti individuabili e quantificabili, determinati dal comportamento dei brand stessi.


I punti chiave che secondo noi hanno determinato un “intorpidimento” della vitalità che trasmettevano le marche in Fiera, sono:

  • Routine → andiamo sempre alle stesse Fiere, con lo stesso materiale promozionale degli anni passati, con stand simili, con le stesse persone, ecc.
  • Scarsa pianificazione pre-fieraquanta attenzione dedicate nel mettere ogni tassello al posto giusto per convertire la vostra presenza in Fiera in un’arma che generi ritorni sicuri?
  • Fretta → e quanto tempo dedicate alla pianificazione della Fiera?
  • Stand → è sempre lo stesso, o molto simile agli anni passati…. pensate che così la gente vi “riconosca” più velocemente, ma vi sbagliate! Le persone vogliono l’innovazione, il cambiamento! Vogliono poter contare su una marca di cui si fidano ma che comunque proponga (sotto ogni aspetto riguardante l’immagine e la qualità) la novità.
  • Gestione post-fiera → molto spesso assente! Noi consideriamo, invece, quest’ultimo punto chiave, come una delle principali fonti di successo di una Fiera.

Scopriamo insieme come trasformare la routine da fiera in una partecipazione attiva!

Fabio Balista – Marketing Manager @ Artistiko

in collaborazione con Marcello Zeppa – Brand Equity

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nov 26 2009

Ripresa economica in Italia ed andamento delle vendite online: fine della crisi?

Uno dei sistemi meno influenzati dalla crisi è quello della vendita online

Category: Web marketingMarcoPedota @ 23:01

Ad un anno dall’inizio della crisi economica mondiale, sembra che finalmente qualcosa stia veramente cambiando: dopo 5 trimestri negativi, risulta un aumento dello 0,6% sul PIL italiano, meglio della media europea dello 0,2%. E’ l’inizio della ripresa che tutti stavamo aspettando?

Mentre per moltissime realtà aziendali, che si sono trovate davanti un clima più rigido da parte delle banche e sempre meno clienti (oltre a quelli insolventi), il 2009 ha portato grandi difficoltà e per alcune anche tristi esiti, per altre, che hanno investito nella vendita online, non è stato proprio così.

Situazione economica del commercio elettronico in Italia

Nonostante la crisi, nel 2009 si è registrato un incremento degli ordini effettuati in negozi online italiani del 13%, per un fatturato totale di circa 5,8 miliardi di euro, che  segnano un +1% rispetto al 2008. (dati dell’Osservatorio Netcomm School of Management del Politecnico di Milano)

Mentre in Italia, come già indicato nell’articolo “Mercato degli acquisti on-line in crescita“, gli utenti web che acquistano online sono in leggero aumento, grazie agli investimenti da parte degli imprenitori in siti web di commercio elettronico più sicuri e veloci, oltre che in strategie di web-marketing mirate e seguite da esperti, all’estero la pratica dell’acquisto online è ben più diffusa, in molti paesi ormai consolidata da anni, anche grazie alla banda larga come diritto del cittadino (in Spagna e Finlandia è prevista entro fine 2010, mentre per avere banda larga adsl 2mb gratis in Italia dovremo aspettare almeno la fine del 2011).

Export tradizionale contro export online: nel 2009 vincono le esportazioni online

Per i motivi sopra esposti, l’export attraverso e-commerce italiani permette alle aziende che offrono un sito multilingua di incrementare enormemente le entrate, in particolar modo per quei settore del “Made in  Italy” che da sempre ci contraddistinguono.

Dal 2007 al 2009 le esportazioni tradizionali hanno subito un calo percentuale costante di circa il 15% annuo. Nello stesso periodo le esportazioni online sono rimaste costanti, ed in aumento in questo ultimo periodo: se l’andamento rispetterà le previsioni, a fine anno si registrerà un incremento del 9% dell’export online rispetto al 2008.


Quali sono i settori trainanti dell’export nel commercio online italiano?

Come scritto sopra, i settori di vendita online maggiormente apprezzati all’estero sono quelli che offrono alcune delle cose che ci contraddistinguono: il turismo e la moda. Infatti le vendite online all’estero registrano circa il 60% proprio nel settore del turismo, mentre il 20% nell settore dell’abbigliamento ed accessori.

Ad oggi, come ci illustra il grafico, oltre la metà dei siti che offrono prodotti o servizi online, sono legati al turismo. Fanno seguito gli e-commerce di informatica ed elettronica (settore tra i primi a nascere), assicurazioni, abbigliamento, editoria, musica ed alimenti.


Variazioni delle vendite online in Italia nel 2009 rispetto al 2008

Proprio in conferma dei dati esposti, nei quali si indica l’abbigliamento come settore in fortissima crescita, ha aperto ieri il nuovo e-commerce di Giorgio Armani.

Emerge da quest’anno anche il commercio online dei vini italiani, che non mancherà di essere apprezzato all’estero. Abbigliamento ed alimentari sono settori con poca concorrenza in quanto a negozi online, ricoprono solo il 7% degli e-shop italiano: ciò nonostante le vendite di questi due settori sono in forte crescita, registrando una stima di + 51% rispetto al 2008. Al contrario notiamo che il settore più diffuso, il turismo, è in calo, anche se di solo il 3%. Questo però non deve destare preoccupazione per i singoli operatori turistici, in quanto quello del turismo online è un settore attivo da molti anni, e comunque unico, non “attaccabile” con facilità dalla concorrenza (se cerco un bed & breakfast a Siena, i concorrenti del resto d’Italia non saranno di certo un problema). La concorrenza che può esistere in questo settore è riscontrabile nelle prenotazioni di viaggi o voli.


Fatturato e-commerce in tendenza crescente nel 2009

Dall’analisi effetuata dal Politecnico di Milano risulta che oltre il 60% delle attività di vendita online presenta un bilancio in aumento, dei quali i due terzi oltre il 20% rispetto al 2008. Solo il 20% deglle attività registrano un calo, quasi sempre marginale.

In conclusione, probabilmente è prorpio il 2010 il momento migliore per aprire un nuovo e-commerce o per intraprendere investimenti di web marketing su un sito già presente, in virtù dei dati sopra citati e del costante incremento degli utenti nazionali ed esteri verso l’acquisto online, senza contate l’intenzione dei governi di tutta Europa di fornire banda larga a tutti i cittadini entro pochissimi anni, come diritto pubblico.


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Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

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ott 13 2009

Attività di marketing importanti per promuovere al meglio un e-commerce

Come rendere proficua l'apertura di un sito e-commerce

Category: Web marketingMarcoPedota @ 22:59

Dopo aver esaminato insieme nell’ultimo articolo i “Punti di controllo per verificare l’efficienza di un e-commerce” andiamo ora ad analizzare le attività che permetteranno ad un e-commerce di decollare.

Comparatori di prezzi online

A parte siti che offrono alcune particolari categorie merceologiche, per essere trovati online e non essere abbattuti dalla concorrenza, è importante essere presenti sui motori di ricerca di comparazione prezzi (alcuni esempi: kelkoo, trovaprezzi, shoppydoo, ciao, buycentral, shopmania, esploro). Infatti gli utenti vogliono confrontare, e non si fermano al primo negozio: non c’è cosa migliore quindi di utilizzare questo particolare tipo di motore di ricerca, che ci restituirà i prodotti di tutti i negozi virtuali presenti in modo da poterli comparare e scegliere quello che ci sembra migliore (soprattutto dal punto di vista del prezzo).
Oltretutto, essere presenti su tali motori significherà essere anche nelle sezioni Shopping di importanti portali nazionali quali Repubblica, Tiscali, ecc…

Social Network

Un nuovo ed efficace metodo per diffondere il brand velocemente e le promozioni in corso, oltre ad un valido strumento per offrire assistenza tecnica, sono i Social Network, ed in questo particolare momento Facebook e Twitter.

Facebook risulta un grandioso strumento di marketing, al fine di diffondere velocemente e ad ampio raggio il brand dell’azienda, grazie alla facilità con cui gli utenti condividono le più svariate informazioni, link, immagini, e diventano “fan” di pagine su richiesta di amici che sono già fan della pagina. Insomma oggi gli utenti Facebook agiscono molto viralmente, producendo spesso vere e proprie “catene di Sant’Antonio” sul network.
Grazie a questa “usanza” e ad una giusta strategia che deve puntare soprattutto alla viralità della diffusione, promuovendo l’attività e le offerte con contenuti divertenti (la gente va su Facebook per divertirsi, per svagarsi, non per vedersi proposte aziende, prodotti, offerte, ecc). Ovviamente ai fan della pagina del negozio si possono proporre anche promozioni più “serie”.

Twitter invece, oggi ancora non diffuso in Italia come Facebook, può essere usato per offrire assistenza tecnica: risposte a domande poste dai clienti (strategia già adottata da molte grandi aziende, tra cui Dell), oppure per diffondere offerte speciali agli utenti di questo canale, tramite la segnalazione di link verso landing pages studiate per questo target.

Campagne pubblicitarie Pay Per Click (e landing pages)

Il metodo pubblicitario più conoscito e diffuso, dopo i banner (i quali sono presenti pressocchè da sempre…) è quello degli annunci pubblicitari “pay per click”: sia i più consolidati annunci Google AdSense, sia quelli più recenti dei Social Network dal target mirato, come Facebook.
Per ottenere un buon numero di visitarori, specialmente a sito appena aperto, è molto utile promuoverlo attraverso annunci pubblicitari di questo genere, con i quali si ottengono, a basso costo, click verso il sito da utenti che hanno letto l’annuncio e risultano quindi interessati o quantomeno incuriositi da ciò che veniva offerto (un prodotto, una promozione di spese di spedizione gratis, un buono omaggio per il primo acquisto…).
Proprio per ottenere il massimo numero di conversioni possibili, è bene scrivere annunci che destino curiosità o interesse, ma sempre con chiarezza e semplicità, in modo da offrire a chi clicca veramente quello che si aspettava. A questo scopo sono utilissime anche landing pages mirate: pagine personalizzate, a cui si arriva esclusivamente dagli annunci pubblicitari, contenenti l’offerta in questione, con un messaggio leggibile, chiaro, semplice.

Link building costante

Altra strategia per diffondere in maniera costantemente crescente il brand del negozio, il nome ed aumentare la popolarità del sito (sia agli occhi degli utenti, ma anche agli occhi dei motori di ricerca), è utile far eseguire (e/o eseguire, sotto il controllo dell’esperto di web marketing) un costante link building su directory, siti, blog e forum, siti di notizie e di giornalismo partecipativo)
Cos’è il link building? Letteralmente “costruzione di link”: si tratta di linkare il sito, le pagine interne ed i singoli prodotti da siti esterni. Questo, come dicevo poco fa, è utile perchè gli utenti vedranno il vostro logo/nome/brand in un numero sempre crescente di siti (non avete mai detto, vedendo un nuovo banner o logo su kelkoo “E questo chi è? Non l’ho mai visto. Sarà affidabile?“). Un marchio diffuso genera fiducia. E’ anche utile per i motori di ricerca, esattamente per lo stesso motivo: i motori vedono di buon occhio siti che vengono linkati da un gran numero di altri siti. Ma attenzione! Evitate di distribuire migliaia di link da siti esterni senza una attenta analisi. I motori infatti valutano molto positivamente link da siti considerati “autorevoli” e “importanti”, mentre un link su una pagina di un sito di basso valore, magari vicino a decine di altri link in uscita, potrebbe addirittura essere penalizzate nella valutazione generale di tutti i link.

NB: non dimenticate che l’anchor text di un link è importante per il posizionamento nelle SERP: un link sulla frase “televisore lcd samsung 40″” sarà molto meglio di un link come “http://www.cecchinishop.com/index.php?page=prodotti-scheda&id=4032

Sondaggi di marketing in cambio di buoni sconto o regali

Ulteriore operazione che può essere fatta per ottenere preziose informazioni direttamente dai propri utenti e clienti, al fine di conoscere al meglio le loro opinioni sul sito, le loro richieste o esigenze, sono i sondaggi online.
E’ possibile far realizzare dalla web agency che cura il vostro sito dei sondaggi da implementare nel negozio virtuale, magari comunicando agli utenti direttamente in home page o tramite l’invio di una newsletter la presenza del sondaggio, ed invitandoli a partecipare promettendo un regalo a fine compilazione del sondaggio, oppure un’estrazione tra tutti i partecipanti. Questo è molto importante, perchè ci peemetterà di avere il maggior numero di opinioni (ben pochi saranno quelli che impiegheranno 5 minuti del proprio prezioso tempo online per comunicarvi informazioni di marketing senza nulla in cambio!).

Analisi dei dati statistici

Le statistiche sugli accessi sono una delle cose più importanti da analizzare, uno strumento fondamentale per il web marketer che segue la promozione dell’e-commerce. Grazie a queste informazioni (potete averle direttamente dal vostro hoster, in base al piano di hosting che vi offre, oppure tramite servizi esterni, quali Google Analytics, ShinyStats, ecc).
Grazie a questo servizio possiamo sapere quando gli utenti visitano il sito, da quale pagina entrano, con quale frase di ricerca e da quale motore sono arrivati, a che ora del giorno e in quale giorno della settimana e del mese, i tempi di permanenza sul sito, i percorsi effettuati ed infine anche la pagina di uscita. Non è difficile capire che in questo modo è possibile capire quali sono i punti di forza o di debolezza del sito, dal punto di vista dell’usabilità, ma anche dal punto di vista prettamente del marketing: se su 100 utenti che visitano la pagina di una determinata televisione, 90 escono dalla pagina senza acquistare, possiamo analizzare il prodotto e capire se il problema è in una descrizione non accurata, immagine non definita, prezzo non concorrenziale, ecc. Al contrario, una pagina in cui su 100 visitatori 95 comperano il prodotto, probabilmente è ben fatta (descrizione completa di tutti i dettagli, foto definite e chiare, prezzo concorrenziale, ecc).

NB: Spesso i dati risultanti da diversi software di statistiche possono non coincidere, per svariate cause. Per questo è caldamente consigliato usarne almeno 2 differenti (io generalmente consiglio di verificare le statistiche direttamente fornite dal server che ospita il sito, solitamente più precise, e quelle di Google Analytics, molto pratiche e facilissime da consultare)

Feed RSS, mailing list, feedback e condivisione

Infine voglio concludere l’articolo con degli strumenti tipici del WEB 2.0, gli stumenti dell’interattività tra utenti e pagine/contenuti/prodotti.
I feed RSS e le newsletter periodiche permettono agli iscritti di essere sempre aggiornati sulle novità e sulle promozioni in corso sul sito. Il risultato è lo stesso, ma oggi, a causa di continuo arrivo di spam nelle caselle di posta, alcuni utenti desistono dall’iscriversi a numerose newsletter, preferendo iscriversi ad un feed RSS per avere la situazione sotto controllo in ogni momento, ed informarsi a piacimento, sempre senza dover andare a controllare sul sito.
Per feedback intendo dare la possibilità agli utenti di comunicare ad altri consumatori le proprie impressioni su prodotti acquistati e la loro esperienza con il negozio, direttamente sul sito! Si va dal classico “voto” del prodotto (nemerico, con le stelline stile eBay, ecc) alla vera e propria mini recensione del prodotto, stile commento di un blog. Anche questo genera fiducia, in quanto trasmette la sensazione che il negoziante non teme di ricevere opinioni negative, accettando i commenti dei propri clienti.
Infine la condivisione. Proprio come in un blog, perchè non includere sotto ogni offerta speciale o nella scheda di dettaglio di un prodotto la dicitura”Ti piace questa offerta (o anche prodotto)? Segnalala ad un amico!” oppure “Condividi su Facebook (o Twitter) questa offerta (o anche prodotto) con i tuoi amici!

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Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

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ott 05 2009

Punti di controllo per verificare l’efficienza di un e-commerce

I controlli da effettuare aprendo un negozio online per promuoverlo con successo

Category: Web marketingMarcoPedota @ 22:57

In questo articolo, proseguimento di “Come promuovere un sito e-commerce“, analizzeremo i punti di controllo da effettuare costruendo e dopo aver costruito un sito e-commerce, per far si che l’investimento sia produttivo.

Infatti può capitare che ingenuamente l’imprenditore che vuole avviare a propria attività online si faccia realizzare un sito tecnicamente buono, ma che tralasci alcuni importanti  fattori che potrebbero compromettere il successo del sito stesso, e quindi della propria attività imprenditoriale.

La soluzione migliore e più efficace è sempre quella di rivolgersi ad un Esperto di Web Marketing, o meglio ancora di farsi realizzare il sito da una web agency specializzata in web-marketing per e-commerce.

Andiamo quindi ad analizzare i punti di controllo:

Struttura del sito

Nel caso che vi siate fatti realizzare un sito personalizzato da una web agency, è bene che controlliate (o che facciate controllare) alcuni fondamentali aspetti legati alla struttura tecnica del sito: leggerezza, usabilità, accessibilità, aspetto.

  1. Leggerezza: un sito, soprattutto un e-commerce, deve essere veloce, quindi “leggero“: è statisticamente provato che a differenza di 6 anni fa, quando un utente era disposto ad attendere anche 6-8 secondi per visualizzare completamente una pagina web, oggi questo tempo si è ridotto a circa 2-3 secondi. Pertanto è bene che le pagine web abbiamo fogli di stile esterni leggeri, quindi anche codice HTML separato dagli stili CSS.
  2. Usabilità: i contenuti, le cateogire dei prodotti, il carrello, l’assistenza ed i contatti sono facilmente raggiungibili da ogni parte del sito? Se così non fosse, bisogna intervenire per far si che tutto sia a portata di mano.
  3. Accessibilità: non fondamentale per raggiungere lo scopo primario di un e-commerce, ovvero fatturare tramite il sito, ma sarebbe sempre da considerare, perchè è giusto che chiunque possa accedere alle informazioni ed ai servizi online. Al momento la legge prevede l’obbligo di avere siti accessibili sono alla pubblica amministrazione, ma è nel buon senso di ogni web designer/developer la realizzazione di siti web accessibili. Maggiori informazioni nell’articolo Perchè un sito web dovrebbe essere accessibile.
  4. Aspetto: ovviamente, come in un negozio reale, l’aspetto visivo è importante, rende il negozio professionale e mette a loro agio i visitatori. Per il negozio online una buona grafica aiuta anche a sviluppare meglio i 3 punti precedenti.

Prezzi vantaggiosi

Elemento fondamentale ed obbligatorio per il successo di un e-commerce. Il web è proprio come un centro commerciale, i clienti confrontano i prezzi dei vari negozi e poi scelgono… solitamente il prodotto che costa meno. Sul web bisogna essere ancora più concorrenziali, perchè il “centro commerciale” contiene tutti i negozi esistenti, per cui è necessario un quotidiano controllo dei prezzi della concorrenza.

Costi di spedizione chiari e competitivi

Anche i prezzi di spedizione devono essere coerenti: infatti sarebbe frustrante mettere nel carrello diversi prodotti convenienti per poi scoprire che le spese di spedizione non corrispondono alle aspettative! E’ bene quindi che questo sia ben spiegato nelle pagine dedicate alle condizioni di vendita e che i prezzi di spedizione siano in linea con la concorrenza. L’ideale sarebbe disporre di un calcolo delle spese di spedizione in base a peso e/o volume dei prodotti, così da avere costi più giusti.

Modalità di pagamento

Maggiori saranno le modalità di pagamento, maggiori clienti acquisteranno presso il vostro e-commerce. Qualcuno potrebbe non avere una carta di credito, o preferisce pagare proprio con questo strumento. Invece, utenti scettici potrebbero voler fare il proprio primo acquisto su un nuovo sito e-commerce tramite contrassegno. Da non sottovalutare anche PayPal, che grazie soprattutto a Ebay è uno strumento di pagamento online diffusissimo.
Una grande spinta in più al business può essere data dalla possibilità di pagare tramite un finanziamento online (Consel, Findomestic, ecc)

Assistenza online e offline

Avrebbe più successo un distributore automatico di alimenti, un mini discount con una cassiera, oppure un minimarket con il macellaio, l’addetto a frutta e verdura ed il panettiere, pronti a consigliarci e a rispondere alle nostre domande? Sicuramente (a parità di prezzo) il minimarket. Probabilmente molti sceglierebbero il minimarket anche se avesse prezzi leggermente più alti: i benefici ottenuti dalla presenza degli esperti compensano pienamente un prezzo lievemente superiore.
Questo purtroppo non avviene in alcuni siti web, nei quali l’unico modo di comunicare è inviare una email o compilare un form.
Sarebbe bene indicare chiaramente ed in tutte le pagine un numero di telefono dedicato all’assistenza online. Ci sono anche altri strumenti che oggi ci permettono di fornire assistenza, e quindi aumentare la fiducia: Skype, Twitter, Facebook (questi ultimi due li esamineremo qua di seguito.

Promozioni

Tutti amano le promozioni e le offerte speciali! Mantenere costante la presenza di promozioni sul sito aiuta a coinvolgere gli utenti ed a fidelizzarli nel caso tali offerte siano “dedicate” agli utenti già registrati. Vedremo tra poco come usare Facebook, Twitter o l’email marketing per ottenere questi risultati.

Trasparenza condizioni e pagamenti

Tornando al discorso fiducia, è molto importante che l’utente conosca bene la politica di vendita del negozio virtuale: i suoi diritti e doveri, le modalità di transazione, gli eventuali costi accessori (es. consegna piano o su appuntamento, ecc), il diritto di recesso e le condizioni di garanzia.

Contenuti testuali corretti e chiari

Sia per i motori di ricerca, sia per gli utenti (soprattutto per loro!), è importante che i contenuti testuali (titoli e testi delle pagine, nomi dei prodotti, marche, descrizioni tecniche, ecc) siano brevi ma completi, organizzati secondo logica, ma soprattutto corretti grammaticalmente. Un elenco di categorie ad esempio è bene che sia coerente: se si decide che la lettera iniziale deve essere maiuscola, è bene che sia così per tutte le altre; se si usano i plurali (“Lettori dvd”, “Televisori lcd”, ecc).

Presenza online del brand

Per fare del buon web-marketing per un sito e-commerce è bene che il marchio del sito/azienda (Cosa? Non avete un logo che vi contraddistingue??…) non sia UN marchio ma IL marchio, agli occhi degli utenti. Chiunque comperi online conosce siti come Bow, Eprice, Pixmania, Monclick, ecc, e riconosce il loro logo senza problemi, associandolo ad un concetto di qualità e affidabilità: queste aziende hanno effettuato negli anni continue campagne pubblicitarie online.

Nel prossimo articolo analizzeremo le attività di marketing importanti per promuovere al meglio il vostro e-commerce (vi ricordo che abbonandovi gratuitamente ai feed RSS del magazine potrete tenere sotto controllo tutti i nuovi articoli del magazine in tempo reale. Per sapere come, vi rimando all’articolo “Feed RSS: notizie ed informazioni in pillole“).

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NOTA 2: Se hai un e-commerce o se sviluppi siti web, sicuramente hai trovato di aiuto i consigli e le strategie elencate in questo articolo. Considera l’idea di contattarmi per una consulenza di web marketing al fine di valorizzare al massimo il tuo sito ed ottenere il successo di cui hai bisogno!

Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

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ott 05 2009

Come promuovere un sito e-commerce

Avere successo nella promozione di un negozio online

Category: Web marketingMarcoPedota @ 22:56

Come indicato nei precedenti articoli Misure anti-crisi: ecco l’e-commerce e Mercato degli acquisti on-line in crescita, negli ultimi anni, e soprattutto nel 2009 per contrastare la crisi, molte aziende hanno puntato al commercio online, investendo nella creazione di siti e-commerce.

Questo fenomeno però incrementa la concorrenza online, rendendo necessaria, ora più di prima, un’attenta opera di promozione online del negozio virtuale.

Infatti, per quanto sia ben fatto un sito e-commerce, anche se ben posizionato sui motori di ricerca, senza promozione e web marketing le possibilità che renda molto meno delle previsioni o delle aspettative sono altissime.
Sarebbe come aprire un bel negozio di abbigliamento in estrema periferia di una metropoli, senza promuoverlo tramite mezzi pubblicitari tradizionali come radio, affissioni, volantini promozionali distribuiti per posta, televisioni locali: probabilmente chi cerca un negozio di abbigliamento si recherà nel centro città, dove avrà ampia varietà di vetrine per confrontare offerte e prodotti, oppure si recherà in negozi periferici di cui è venuto a conoscenza tramite i mezzi pubblicitari appena esposti. Difficilmente cercherà “abbigliamento” sotto le pagine gialle.
Questo paragone è strettamente correlato ad un sito e-commerce: leggendo i prossimi due articoli capirete bene perchè.

Nel prossimo articolo “Punti di controllo per verificare l’efficienza di un e-commerce” analizzeremo appunto dei punti chiave molto importanti, e purtroppo a volte trascurati.

Invece nell’articolo successivo “Attività di marketing importanti per promuovere al meglio un e-commerce” analizzeremo le attività successive (o anche parallele) all’apertura del negozio virtuale, che permetteranno di renderlo un sito di successo.

Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

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set 30 2009

Come si articola il procedimento di Product Placement?

Una spiegazione del processo di Product placement con analisi di mercato di questo strumento di marketing

Category: Forse non sapete...FabioBalista @ 22:54

Nel precedente articolo Cos’è il Product Placement? ho introdotto il concetto di Product Placement. Oggi dettaglierò tale procedimento integrandolo con qualche dato statistico.

Sono sostanzialmente 3 gli elementi fondamentali che caratterizzano una operazione di Product Placement:

  1. l’obiettivo
  2. il contesto di inserimento
  3. l’aspetto oneroso

Sono 3 anche i soggetti che vengono ad essere coinvolti nel processo di elaborazione:

  1. l’impresa di produzione audiovisiva
  2. un’agenzia specializzata nel campo del product placement
  3. una impresa inserzionista

Generalmente sono due gli “iter” che le agenzie adottano per instaurare il loro rapporto con i produttori e le imprese:

Iter A:

  • l’impresa di produzione audiovisiva contatta l’agenzia
  • l’agenzia procede alla lettura della sceneggiatura e alla possibile individuazione dei prodotti
  • quindi stabilisce un contatto con le aziende
  • infine si occupa del posizionamento del prodotto

Iter B:

  • l’impresa inserzionista contatta l’agenzia
  • insieme procedono ad un briefing sul prodotto
  • si procede all’individuazione del film (o veicolo simile) più idoneo al progetto
  • si applica un post-lavoro sulla sceneggiatura per poter inserire in maniera “naturale”, evitando quindi forzature, il prodotto all’interno del contesto

Il Product Placement attiva un processo ricettivo-attivo, come potete osservare nella seguente figura:


Ora ecco qualche dato statistico rilevante.
Nei grafici sottostante si evidenziano i paesi leader negli investimenti in paid product placement:



P.S. Nella Legge Comunitaria ecco le nuove regole riguardanti il P.P.

Product placement: la legge comunitaria delega il Governo all’attuazione della direttiva 2007/65/CE, che ha modificato la direttiva 89/552/CE sui servizi di media audiovisivi. In particolare, il nuovo articolo 3 octies della direttiva consente agli Stati membri di ammettere il product placement nel rispetto di precise condizioni. L’inserimento di prodotti è sempre vietato nei programmi per bambini, ed è ammesso solo o a titolo gratuito (anche sotto forma di aiuti alla produzione o premi) oppure a pagamento solo nei film per il cinema e le tv, nelle fiction, nelle serie tv, nei programmi sportivi e nei programmi di intrattenimento leggero.
Inoltre, l’inserimento dei prodotti non deve compromettere l’autonomia editoriale e di programmazione delle reti televisive; le trasmissioni non devono incoraggiare direttamente l’acquisto dei prodotti inseriti e non devono dare indebito rilievo ai prodotti in questione; i telespettatori devono essere chiaramente informati dell’inserimento prodotti all’inizio e alla fine della trasmissione e dopo le interruzioni pubblicitarie. Non possono essere inseriti prodotti a base di tabacco o medicinali per i quali è obbligatoria la prescrizione medica. Tutte queste prescrizioni, che si applicheranno solo ai programmi prodotti dopo il 19 dicembre 2009, verranno recepite dal decreto legislativo di attuazione della direttiva previsto dall’articolo 26 del testo approvato dalla Camera, con apposite modifiche al testo unico della radiotelevisione. La norma, inoltre, estende alla violazione di questi divieti le sanzioni previste dallo stesso testo unico per i divieti in materia di pubblicità, sponsorizzazioni e televendite. Aaltre novità contenute nella direttiva 2007/65/CE, alle quali il decreto legislativo delegato previsto nella legge darà attuazione, sono reperibili nella pagina della Direttiva “Servizi di media audiovisivi senza frontiere”.
<Medialaw – portale di diritto della comunicazione>

Un saluto e vi aspetto per il prossimo articolo di “Forse non sapete…”

Fabio Balista – Marketing Manager @ Artistiko

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set 10 2009

Pubblicità su Social Network: investire e comunicare attraverso i New Media

Ecco uno dei punti di partenza per arginare la crisi

Category: Web marketingFabioBalista @ 22:52

In apertura dell’articolo vorrei introdurre brevemente come, negli ultimi anni, sia radicalmente mutato l’iter informativo del consumatore nella scelta di un prodotto/servizio (e conseguente acquisto):

  1. 1995-2003 → Io, standard consumer, guardo la pubblicità in televisione e sui giornali, qualche occhiata a manifesti e poster. Sento in giro tra amici e colleghi, poi entro in qualche negozio, osservo i prodotti ed infine, quasi sicuramente, ne acquisto un paio simili per “provare”; i punti chiave su cui si è basata la mia scelta sono: alto valore emotivo della marca, pubblicità televisiva ben realizzata, packaging (confezione/presentazione) del prodotto che colpisce.
  2. 2003-2008 → Le prime informazioni sul prodotto vengono da me recepite come nel punto 1. Poi cerco su internet: navigo attraverso i siti dei brand ed i portali che possono fornirmi una recensione sul prodotto testato. Infine, se la mia ricerca ha esito positivo, mi informo on-line sul punto vendita più vicino a me e vado in negozio ad acquistarlo; i punti chiave su cui si è basata la mia scelta sono: valore della marca, penetrazione on-line del brand, qualità/prezzo del prodotto riversata attraverso la comunicazione in rete.
  3. 2008-2011 → I miei movimenti sono simili a quelli descritti nel punto 2, però non mi accontento: allora cerco su blog, forum e social network, ambienti dinamici di discussione, e mi informo sul prodotto, sull’azienda che vi è alle spalle, sulla durata, sull’affidabilità, sulle eventuali modalità di utilizzo. In pochissimo tempo sono in possesso di un volume di informazioni tale che il mio eventuale acquisto si rivelerà come da aspettativa al 99,99% !! Probabilmente acquisterò on-line e sarò sicuro di aver deciso per un prodotto affidabile, da un produttore affidabile ad un ottimo rapporto di qualità/prezzo.

Ma qual’è il punto chiave che ha determinato ed influenzato in maniera significativa la mia scelta?

Voi! Il “popolo della rete” che, attraverso il suo crescente dinamismo e la sua partecipazione costante, determina nel processo decisionale il mio acquisto finale.

La storia (economica) ci insegna che nei momenti di crisi le aziende attuano strategie conservative di “safe side positioning” operando investimenti già adottati internamente e, di conseguenza, evitando canali di sperimentazione.

Anche grazie ad internet (unico media channel ad incrementare il proprio trend: vedi immagine a lato) il mondo dei social network rimane la sola eccezione: infatti i marketing manager di numerose aziende, interfacciandosi con agenzie di comunicazione, stanno destinando risorse ed investimenti (in costante aumento) verso il mondo delle community. I social network (Facebook al comando) rappresentano una sorta di “pianeta parallelo” potendo vantare ad oggi oltre 260 milioni di utenti, di cui 17 milioni solo in Italia!

Social Network Advertising è perciò attualmente il primo fenomeno in termini di investimento su cui poter creare la spinta necessaria per arginare l’attuale negativa congiuntura economica.



In merito all’articolo di oggi, pongo alla vostra attenzione il favoloso video “Dramatic Shift in Marketing Reality” realizzato dall’agenzia tedesca Scholz & Friends il quale, in pochi minuti ed in maniera totalmente esaustiva, riesce a dare una panoramica cristallina su come il social media marketing, e gli investimenti delle aziende ad esso legati, diventerà una colonna portante sulla quale costruire il web marketing e la comunicazione di ogni singolo brand.

Tornate presto a trovarci!

Fabio Balista – Marketing Manager @ Artistiko

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ago 25 2009

Feed RSS: notizie ed informazioni in pillole

Cosa sono i feed? Quali vantaggi si ha usandoli?

Category: WebMarcoPedota @ 22:50

Fino a poco tempo fa, per restare aggiornati sui contenuti di un sito, di un blog o di un forum, l’unico modo era quello di far visita a tali siti e sfogliarli cercando le novità. L’unica alternativa era quella di iscriversi ad eventuali newsletter periodiche.
Oggi invece l’evoluzione degli strumenti offerti dal web ci permette di essere sempre informati sui nuovi prodotti, sulle ultime news o sugli ultimi articoli di un giornale online o di un blog: questo è possibile grazie ai feed RSS.

Cosa sono i feed RSS?

L’uso dei feed RSS è il modo più semplice per essere sempre informati sui contenuti dei nostri siti web preferiti.
Tecnicamente sono pagine web scritte in linguaggio XML, leggibili dagli aggregatori di feed o direttamente dai browser web, come spiegherò qua di seguito, aggiornate in tempo rale ad ogni consultazione.

Come posso utilizzare i feed RSS?

Per poter usufruire dei feed, è necessario un aggregatore di feed.

…un aggregatore di feed, detto anche lettore di feed o semplicemente aggregatore, è un software o una applicazione Web che raccoglie contenuti web come titoli di notiziari, blog, podcast, e vlog in un unico spazio per una consultazione facilitata. Gli aggregatori riducono il tempo e gli sforzi necessari per seguire regolarmente aggiornamenti di un sito web e permettono di creare uno spazio di informazione unico, in pratica un “notiziario personale.”
< it.wikipedia.org >

E’ possibile utilizzare un software apposito per questo scopo, oppure le funzioni previste dal vostro browser web: qua di seguito un elenco dei principali browser e la  spiegazione di come utilizzarli per la lettura dei feed.


Feed RSS con Firefox

Firefox dispone di un lettore di feed integrato, semplicissimo da usare. In pratica il risultato che otteniamo utilizzando questo strumento è quello di avere una “cartella” nei preferiti che conterrà i feed del sito a cui ci siamo abbonati, sempre aggiornati ad ogni consultazione… una specie di indice della nostra rivista preferita!

Nelle immagini qua di seguito illustro come fare: pochi semplici passi per compiere questa nuova impresa. Firefox, se rileva uso di feed nella pagina che stiamo visitando, ci mostra una piccola icona con il caratteristico logo dei feed nella barra degli indirizzi: cliccandoci sopra potremo scegliere a quale feed (se ne sono presenti più di uno) abbonarci. Una funzione che ritengo comodissima è quella dei “segnalibri live” che permettono di avere nei segnalibri (preferiti) il nostro feed.

E’ possibile utilizzare l’icona dei feed presente nella barra degli indirizzi, sul lato destro

Una volta scelto di utilizzare il servizio “segnalibro live” si sceglie dove conservare il feed

Nel mio caso ho utilizzato l’utile barra dei segnalibri di Firefox, in modo da avere le news sempre in vista


Feed RSS con Safari

Safari somiglia molto a Firefox: una volta visualizzata la pagina del feed, è possibile salvarla nei preferiti: ora, quando ci saranno nuove notizie, comparirè a fianco al nome del preferito il numero delle notizie nuove, ancora non lette.

Feed RSS Artistiko magazine su Safari


Feed RSS con Opera

Opera, che a mio avviso è forse il browser tecnicamente migliore, possiede funzionalità di visualizzatore di feed e di un vero e proprio software feed reader, raggiungibile direttamente dal menù principale.

Anche su Opera è possibile utilizzare l’icona dei feed presente nella barra degli indirizzi, sul lato destro

Opera interpreta le pagine XML dei feed visualizzando la prima parte delle notizie su colonne

Cliccando sul pulsante SOTTOSCRIVI ci si abbona al feed, inserendolo nella lista del feed reader integrato in Opera, dall’iterfaccia simile ad un client di posta elettronica


Feed RSS con Internet Explorer

Con Internet Explorer  (versione 7 e 8 ) Microsoft ha introdotto il supporto ai feed, che si possono visualizzare e salvare nei preferiti, nei quali vi è una sezione apposita per i feed.
Per avere l’elenco delle notizie come su firefox bisogna salvare il feed anche nella barra dei preferiti.

Feed Internet Explorer


Feed RSS con i software Feed reader

In alternativa ai lettori di feed integrati nei browser web, è possibile utilizzare dei veri e propri software. Qui di seguito alcuni link ad alcuni tra i feed reader gratuiti.

Feedreader Windows
Sharpreader Windows
Sage plug-ins FireFox/ThunderBird
Urss plug-ins Mozilla
Straw Linux
Netnewswire Lite Mac OS X

Se questa notizia vi è stata utile, vi intito a condividerla utilizzando anche lo strumento qua sotto e… ad abbonarvi ai feed del magazine di Artistiko!

Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

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ago 14 2009

Perchè un sito web dovrebbe essere accessibile

Informazioni sull'accessibilità dei siti web

Category: AccessibilitàMarcoPedota @ 22:46

Un’argomento che in questi ultimi anni si sta facendo strada tra i web designer e web developer più attenti a realizzare siti web di qualità è l’accessibilità: una componente a mio avviso molto importante in ogni sito, ma che diventa fondamentale in alcuni siti, quali quelli degli enti pubblici.

Legge 9 gennaio 2004, n. 4

1. La presente legge si applica alle pubbliche amministrazioni di cui al comma 2 dell’articolo 1 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, e successive modificazioni, agli enti pubblici economici, alle aziende private concessionarie di servizi pubblici, alle aziende municipalizzate regionali, agli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, alle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e alle aziende appaltatrici di servizi informatici.
< pubbliaccesso.gov.it >

Cos’è l’accessibilità in un sito web?

Per accessibilità si intende la capacità dei sistemi informatici (nel nostro caso i siti internet) di fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche da parte di coloro che a causa di disabilità necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari (per esempio chi può navigare solo con la tastiera, oppure chi ha difetti della vista, addirittura un sito accessibile dovrebbe essere perfettamente fruibile anche da utenti ciechi).

…L’accessibilità coinvolge una vasta gamma di disabilità, tra cui quella visiva, uditiva, fisica, del parlato, cognitiva, linguistica, dell’apprendimento e disabilità neurologiche…
< Linee guida WCAG 2.0 – wcag2.iwa.it >

Un sito realizzato interamente con tecnologia Flash sarà difficilmente accessibile, così come alcuni siti realizzati con un’unica immagine per ogni pagina, con delle aree cliccabili al suo interno al posto del menù e dei link interni, così come link non facilmente identificabili, o colori del testo non abbastanza contrastati rispetto al colore di sfondo…

Per capire meglio e più velocemente alcuni fondamenti dell’accessibiltà possiamo porci alcune domande:

  • I contenuti del sito sono fruibili alla stessa maniera dai principali browser web (o meglio da tutti)?
  • Sono vincolati da determinate caratteristiche restrittive? (risoluzione dello schermo, colori impiegati, posizione dei contenuti nella pagina, obbligo di utilizzare plugin aggiuntivi (flash player ad esempio) o Javascript
  • Posso navigare il sito anche solo da tastiera?
  • Potrei comprendere pienamente il contenuto della pagina web anche se la visualizzazione delle immagini o dei fogli di stile fossero disabilitati?
  • Menù di navigazione, titoli, contenuti sono facilmente identificabili e fruibili?

I controlli di una check-list di accessibilità ovviamente sono molti di più: queste domande però ci consentono di cominciare a capire cosa intendiamo per accessibilità web.

Perchè l’accessibilità è importante?

Etica

Poter navigare su internet ed accedere alle informazioni sulla rete è un diritto di tutti, realizzare siti che rispondano agli standard web dovrebbe essere un dovere di ogni sviluppatore.
< Tommaso Baldovino – tomstardust.com >

Come ci spiega Tommaso, dovrebbe essere il dovere di ogni sviluppatore quello di realizzare siti web i cui contenuti possano essere percepiti dalla maggior parte degli utenti.
Un sito web che non rispetta i canoni di accessibilità è come un ufficio comunale senza una rampa “accessibile” da persone costrette in sedia a rotelle, o un bancomat con i tasti senza i segni a rilievo utilizzabili da persone cieche: saremmo indignati davanti ad una situazione diversa da quelle appena citate.
Oggi si pone molta più attenzione ai problemi legati al sociale rispetto al passato: allora perchè un sito web, che è un documento accessibile per natura (un sito web pubblico è visionabile da chiunque, in qualunque parte del mondo, a patto ovviamente di avere a disposizione un computer e connessione a internet) non dovrebbe essere accessibile?

Business

Un sito web accessibile (e rispettante gli standard del codice HTML e CSS ) è di norma cross-browser: ovvero i suoi contenuti sono correttamente visualizzabili sui principali browser web (Internet explorer, Firefox, Opera, Safari, Chrome…) e sulle differenti piattaforme (Windows, Mac, Linux, Symbian…): un notevole vantaggio se il sito è di un’azienda, meglio ancora se è un e-commerce.
Le più recenti statistiche sull’uso dei browser ci indicano infatti che il 39,4% degli utenti utilizza Internet Explorer, mentre il 47,9 utilizza Mozilla Firefox. Perchè dunque non si dovrebbe ottimizzare un sito web per entrambi i browser web? Molti creano un sito testandolo su un unico browser, e troppo tardi (o mai) si accorgono che su altri browser i contenuti sono visualizzati diversamente (o addirittura non sono fruibili!).
Inoltre, consideriamo che anche gli utenti disabili sono consumatori (anzi… un sito di e-commerce potrebbe essere un utile strumento per annullare alcune barriere: non dovrebbe quindi averne esso stesso): rendendo il sito web accessibile alla maggior parte di questa fascia di utenti il fatturato online dell’azienda potrebbe giovare dell’investimento fatto su un lavoro di accessibilità.

Legge

Come indicato qua sopra nell’articolo della Legge Stanca, i siti web degli enti pubblici economici, delle aziende private concessionarie di servizi pubblici, delle aziende municipalizzate regionali, degli enti di assistenza e di riabilitazione pubblici, delle aziende di trasporto e di telecomunicazione a prevalente partecipazione di capitale pubblico e adelle aziende appaltatrici di servizi informatici devono essere realizzati in conformità alle normative di accessibilità.
Anche se il motivo etico è indubbiamente di maggior valore, anche questo è un valido motivo per realizzare (o ristrutturare) siti web in modo accessibile.

Alcuni esempi di siti web accessibili realizzati da Artistiko Snc

Artistiko si impegna da sempre a realizzare ove possibile  siti web accessibili e rispettanti gli standard del W3C: per i seguenti siti è stato eseguito un lavoro più scrupoloso, eseguendo anche un completo check-up dei principali punti di controllo dell’accessibilità, illustrato nelle pagine di dichiarazione dell’accessibilità dei siti.

Ordine degli Avvocati di Pesaro – ( pagina di dichiarazione dell’accessibilità )

Vuesse infissi – ( pagina di dichiarazione dell’accessibilità )

Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

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ago 12 2009

Cos’è il Product Placement?

Come la vecchia

Category: Forse non sapete...FabioBalista @ 22:45

Il Product Placement è una forma di comunicazione commerciale che consiste nell’inserire o nel fare riferimento a un prodotto (a un servizio o a un marchio) all’interno di un contenuto narrativo già precedentemente costituito ed architettato, quale può essere ad esempio un film cinematografico, un programma di intrattenimento televisivo, un videogioco, ecc.., riuscendo ad integrarsi e addirittura ad interagire con esso.

Tale inserimento avviene  (di norma) dietro pagamento di un corrispettivo da parte dell’azienda che viene ad essere pubblicizzata.

I tempi in cui venivano sfruttati tali canali per promuovere “oculatamente ed occultamente” stanno finendo, ora infatti, anche attraverso decreti emanati verso tale proposito (ad esempio in Italia il Decreto Urbani) si è venuti ad ottenere un canale legale e ben strutturato in termini di metodi e limitazioni legali denominato Product Placement.

La pubblicità indiretta generata dal Product Placement può inoltre essere utilizzata in diverse forme e varianti, come possiamo direttamente leggere citando la fonte Wikipedia:

Il product placement può essere attuato attraverso diverse tipologie:

- Visuale (screen placement): si posiziona il marchio in primo piano rendendolo ben riconoscibile da parte dello spettatore … … bastano poche inquadrature affinché il ricordo rimanga impresso nella sua mente… se posizionato sullo sfondo occorrerà aumentare la durata e il numero di inquadrature affinché si possa ottenere lo stesso effetto di cui sopra…

- Verbale (script placement): … il marchio viene richiamato dai protagonisti del prodotto audiovisivo e cattura l’attenzione dello spettatore… … il brand viene affiancato alla reputazione del protagonista che lo cita. Questa forma di product placement è meno frequente rispetto a quella visuale, ma l’effetto che provoca è senz’altro più incisivo, in particolar modo se inserito correttamente nel contesto del film…

- Integrato (plot placement): … è la forma di product placement più potente e coerente con la sua natura… si differenzia dalla pubblicità infatti un inserimento nato da una collaborazione tra azienda e produzione … tale da integrarlo adeguatamente all’interno della trama… … il prodotto si integra all’interno del film diventando parte della trama se non addirittura il protagonista principale… in alcuni casi come Gran Torino, Il diavolo veste Prada, Indian, si riesce a posizionare il brand nel titolo del film (name placement).

Nel prossimo articolo vedremo nel dettaglio come si articola un procedimento di Product Placement e anche qualche dato statistico del fenomeno.

Fabio Balista – Marketing Manager @ Artistiko

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