lug 31 2010

Come trasformare la routine da fiera in partecipazione attiva

Modifichiamo le nostre vecchie abitudini da fiera per incrementarne il feedback positivo, anche dai vecchi clienti!

Category: MarketingMarcoPedota @ 23:03

Dopo aver analizzato i punti chiave causa del calo di prestazioni della partecipazione alle fiere, cominciamo analizzandone uno sempre valido: la routine fieristica causa di scarso feedback e basso livello d’innovazione e di motivazione aziendale.

Uno dei principali problemi che possono rendere “fallimentare” la partecipazione ad una fiera è la routine: anche se crediamo che le nostre care vecchie abitudini da fiera siano “vincenti”, potrebbero non esserlo ragionando sulla continuità: i nostri clienti che ci hanno già fatto visita gli anni precedenti restano “annoiati” dal nostro stand simile, stesse persone, stessi approcci, stessa comunicazione. Una nuova (anche se non del tutto diversa) politica fieristica potrebbe invece stupirli, o comunque comunicare loro l’idea che l’azienda innova e si rinnova, aumentando l’attrattiva nei suoi confronti e l’entusiasmo generale.

Ragioniamo quindi sempre sul punto chiave: l’innovazione.


Per riepilogare quanto appena detto ed avere le idee chiare, possiamo porci alcune domande (e relative risposte):

  1. D. Il nostro materiale promozionale (brochures, depliants, shopper, gadgets, ecc) è già stato presentato ai nostri clienti?
    R. Rinnoviamo il materiale promozionale, facciamolo studiare appositamente per la fiera oppure approfittiamo della fiera per promuovere nuovi prodotti e presentare il nuovo catalogo/listino/brochure
  2. D. Il nostro stand ci piace, ma trasmette ad un visitatore esterno la stessa sensazione che proviamo noi, che conosciamo a fondo l’azienda, i prodotti, la sua filosofia?
    R. Facciamo esaminare il nostro stand da un consulente esterno, che può segnalarci, analizzandolo, pregi e difetti dello stesso, indicandoci quali accorgimenti e novità possano renderlo nuovo e vincente
  3. D. E’ giusto far partecipare alla fiera lo stesso personale che ha già partecipato alle edizioni precedenti?
    R. Verifichiamo il personale che deve partecipare alla fiera ad ogni nuova edizione: non mandiamo “i soliti” solo perchè conoscono già fiera e dinamiche. Alcuni nuovi entusiasti giovani dell’azienda, esperti sui nuovi prodotti da presentare, adeguatamente formati dai “veterani” e da consulenti esterni potrebbero dimostrare un grande potenziale.
  4. D. Abbiamo rinnovato l’immagine trasmessa dall’allestimento, grafica, e materiale promozionale. Dobbiamo essere soddisfatti?
    R. Il massimo coinvolgimento, in ogni situazione creata per catturare l’attenzione del pubblico, si ottiene stimolando al meglio tutti i sensi: pensiamo all’illuminazione aggiuntiva dello stand, alla musica, addirittura possiamo stimolare l’olfatto del pubblico diffondendo leggeri profumi, se attinente al tipo di azienda/prodotto/messaggio. Non dimentichiamo infine l’abbigliamento: una “divisa” per la fiera potrebbe distinguerci veramente dai nostri concorrenti dello stand affianco.

Per riuscire a pianificare il tutto nel migliore dei modi ed abbattere la routine da fiera, il consulente marketing o l’agenzia di comunicazione possono consigliarci e guidarci, studiando insieme a noi la strategia vincente.

Vediamo ora come effettuare una corretta pianificazione pre-fiera.

Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

in collaborazione con Marcello Zeppa – Brand Equity

Tags: , ,


lug 28 2010

Migliorare il Feedback (ROI) di una Fiera ottimizzando i costi!

La presenza in Fiera dei brand è un eccellente veicolo di comunicazione, ma è efficace solo seguendo una corretta strategia di marketing

Category: MarketingFabioBalista @ 23:02

Le Fiere sono state per tanti anni il miglior strumento di marketing diretto per quanto riguarda la comunicazione face to face. Questo è stato possibile grazie alla struttura fieristica: vi sono infatti, insieme: fornitori, acquirenti, agenti, purchase influencer e consulenti.

È stata quindi, la Fiera, il palcoscenico ideale per: lanciare nuovi prodotti e servizi, garantirsi il supporto dei media, costruire la visibilità e la reputazione del marchio, generare nuovi contatti e fidelizzare i clienti già a portfolio.

È così ancora oggi? Le Fiere sono ancora quell’arma infallibile per la comunicazione del brand faccia a faccia?

Noi crediamo di sì! Però….

… però ci sono cause che ci portano a pensare che il calo dei feedback post-fiera ed il conseguente calo del trend fieristico non sia un fenomeno legato al boom dei new media ed alla new comunication in generale, quanto più ad aspetti individuabili e quantificabili, determinati dal comportamento dei brand stessi.


I punti chiave che secondo noi hanno determinato un “intorpidimento” della vitalità che trasmettevano le marche in Fiera, sono:

  • Routine → andiamo sempre alle stesse Fiere, con lo stesso materiale promozionale degli anni passati, con stand simili, con le stesse persone, ecc.
  • Scarsa pianificazione pre-fieraquanta attenzione dedicate nel mettere ogni tassello al posto giusto per convertire la vostra presenza in Fiera in un’arma che generi ritorni sicuri?
  • Fretta → e quanto tempo dedicate alla pianificazione della Fiera?
  • Stand → è sempre lo stesso, o molto simile agli anni passati…. pensate che così la gente vi “riconosca” più velocemente, ma vi sbagliate! Le persone vogliono l’innovazione, il cambiamento! Vogliono poter contare su una marca di cui si fidano ma che comunque proponga (sotto ogni aspetto riguardante l’immagine e la qualità) la novità.
  • Gestione post-fiera → molto spesso assente! Noi consideriamo, invece, quest’ultimo punto chiave, come una delle principali fonti di successo di una Fiera.

Scopriamo insieme come trasformare la routine da fiera in una partecipazione attiva!

Fabio Balista – Marketing Manager @ Artistiko

in collaborazione con Marcello Zeppa – Brand Equity

Tags: , ,