Nel precedente articolo Cos’è il Product Placement? ho introdotto il concetto di Product Placement. Oggi dettaglierò tale procedimento integrandolo con qualche dato statistico.
Sono sostanzialmente 3 gli elementi fondamentali che caratterizzano una operazione di Product Placement:
- l’obiettivo
- il contesto di inserimento
- l’aspetto oneroso
Sono 3 anche i soggetti che vengono ad essere coinvolti nel processo di elaborazione:
- l’impresa di produzione audiovisiva
- un’agenzia specializzata nel campo del product placement
- una impresa inserzionista
Generalmente sono due gli “iter” che le agenzie adottano per instaurare il loro rapporto con i produttori e le imprese:
Iter A:
- l’impresa di produzione audiovisiva contatta l’agenzia
- l’agenzia procede alla lettura della sceneggiatura e alla possibile individuazione dei prodotti
- quindi stabilisce un contatto con le aziende
- infine si occupa del posizionamento del prodotto
Iter B:
- l’impresa inserzionista contatta l’agenzia
- insieme procedono ad un briefing sul prodotto
- si procede all’individuazione del film (o veicolo simile) più idoneo al progetto
- si applica un post-lavoro sulla sceneggiatura per poter inserire in maniera “naturale”, evitando quindi forzature, il prodotto all’interno del contesto
Il Product Placement attiva un processo ricettivo-attivo, come potete osservare nella seguente figura:
Ora ecco qualche dato statistico rilevante.
Nei grafici sottostante si evidenziano i paesi leader negli investimenti in paid product placement:
P.S. Nella Legge Comunitaria ecco le nuove regole riguardanti il P.P.
Product placement: la legge comunitaria delega il Governo all’attuazione della direttiva 2007/65/CE, che ha modificato la direttiva 89/552/CE sui servizi di media audiovisivi. In particolare, il nuovo articolo 3 octies della direttiva consente agli Stati membri di ammettere il product placement nel rispetto di precise condizioni. L’inserimento di prodotti è sempre vietato nei programmi per bambini, ed è ammesso solo o a titolo gratuito (anche sotto forma di aiuti alla produzione o premi) oppure a pagamento solo nei film per il cinema e le tv, nelle fiction, nelle serie tv, nei programmi sportivi e nei programmi di intrattenimento leggero.
Inoltre, l’inserimento dei prodotti non deve compromettere l’autonomia editoriale e di programmazione delle reti televisive; le trasmissioni non devono incoraggiare direttamente l’acquisto dei prodotti inseriti e non devono dare indebito rilievo ai prodotti in questione; i telespettatori devono essere chiaramente informati dell’inserimento prodotti all’inizio e alla fine della trasmissione e dopo le interruzioni pubblicitarie. Non possono essere inseriti prodotti a base di tabacco o medicinali per i quali è obbligatoria la prescrizione medica. Tutte queste prescrizioni, che si applicheranno solo ai programmi prodotti dopo il 19 dicembre 2009, verranno recepite dal decreto legislativo di attuazione della direttiva previsto dall’articolo 26 del testo approvato dalla Camera, con apposite modifiche al testo unico della radiotelevisione. La norma, inoltre, estende alla violazione di questi divieti le sanzioni previste dallo stesso testo unico per i divieti in materia di pubblicità, sponsorizzazioni e televendite. Aaltre novità contenute nella direttiva 2007/65/CE, alle quali il decreto legislativo delegato previsto nella legge darà attuazione, sono reperibili nella pagina della Direttiva “Servizi di media audiovisivi senza frontiere”.
<Medialaw – portale di diritto della comunicazione>
Un saluto e vi aspetto per il prossimo articolo di “Forse non sapete…”
Fabio Balista – Marketing Manager @ Artistiko























ottobre 1st, 2009 at 14:58
beh avete selezionato due tipi di iter nel procedere… pero’ diciamo che ora in tempi di crisi del mercato, è piu’ probabile la seconda ipotesi.. la prima prevede piu’ un modus operandi di investimento economico sulla ricerca. nel senso io produco e cerco un cliente, mentre in mancanza di investimenti consistenti (anche se il mercato della comunicazione sara’ necessariamente il punto di ripartenza di molte aziende), ora e’ il cliente che investendo nella comunicazione contatta l’agenzia esperta nel settore per farsi fare un bel progetto.
ottobre 1st, 2009 at 18:12
Ciao Giulio, ciò che dici è assolutamente giusto: la congiuntura economica attuale ha toccato (con danni consistenti) tutti i settori e quindi è andata a limitare tutti i budget di investimento destinati al marketing aziendale ed alle strategie pubblicitarie. L’iter B diventa quindi il canale attualmente più percorribile. E’ altrettanto vero che le spese sostenute per investire in una azione di Paid Product Placement si sono ridotte a fronte della mancanza di capitali (e tragici cashflow aziendali) quindi ad oggi è ancora uno dei canali maggiormente sfruttati per attuare strategie di marketing trasversale ed indiretto.
Fabio
febbraio 9th, 2010 at 13:45
ciao ragazzi,
sono una studentessa laureanda in comunicazione d’impresa. sto scrivendo la mia tesi sul product placement e purtroppo ho trovato pochissimo materiale sull’articolazione di un progetto di placement. sapete consigliarmi qualche sito o qualche lettura?
il vostro articolo mi è comunque stato di aiuto.
vi ringrazio.
Dacia
febbraio 10th, 2010 at 10:33
Ciao Dacia,
non saprei indicarti con precisione siti che trattino di argomenti come questo, però ti consiglio di cercare in rete articoli che parlino del nuovo fenomeno di pubblicità indiretta: il videogame placement. Sicuramente troverai qualche lettura interessante….
Se mi lasci la tua email, posso inviarti un pdf davvero interessante che tratta in maniera completa il procedimento di product placement.
Ciao
Fabio
febbraio 15th, 2010 at 15:14
ciao fabio,
grazie per l’aiuto. la mia mail è dacia.saporito@gmail.com.
maggio 17th, 2010 at 16:55
La direttiva finalmente è stata recepita credo verso metà marzo 2010.
Come cambieranno adesso le cose nei vari programmi TV?
Quali prospettive di crescita per gli investimenti verso le piccole TV locali? Il digitale terrestre sarà un’opportunità di crescita per le TV locali e un’opportunità per gli investitori/aziende a fronte di nuovi strumenti promozionali?