
In apertura dell’articolo vorrei introdurre brevemente come, negli ultimi anni, sia radicalmente mutato l’iter informativo del consumatore nella scelta di un prodotto/servizio (e conseguente acquisto):
- 1995-2003 → Io, standard consumer, guardo la pubblicità in televisione e sui giornali, qualche occhiata a manifesti e poster. Sento in giro tra amici e colleghi, poi entro in qualche negozio, osservo i prodotti ed infine, quasi sicuramente, ne acquisto un paio simili per “provare”; i punti chiave su cui si è basata la mia scelta sono: alto valore emotivo della marca, pubblicità televisiva ben realizzata, packaging (confezione/presentazione) del prodotto che colpisce.
- 2003-2008 → Le prime informazioni sul prodotto vengono da me recepite come nel punto 1. Poi cerco su internet: navigo attraverso i siti dei brand ed i portali che possono fornirmi una recensione sul prodotto testato. Infine, se la mia ricerca ha esito positivo, mi informo on-line sul punto vendita più vicino a me e vado in negozio ad acquistarlo; i punti chiave su cui si è basata la mia scelta sono: valore della marca, penetrazione on-line del brand, qualità/prezzo del prodotto riversata attraverso la comunicazione in rete.
- 2008-2011 → I miei movimenti sono simili a quelli descritti nel punto 2, però non mi accontento: allora cerco su blog, forum e social network, ambienti dinamici di discussione, e mi informo sul prodotto, sull’azienda che vi è alle spalle, sulla durata, sull’affidabilità, sulle eventuali modalità di utilizzo. In pochissimo tempo sono in possesso di un volume di informazioni tale che il mio eventuale acquisto si rivelerà come da aspettativa al 99,99% !! Probabilmente acquisterò on-line e sarò sicuro di aver deciso per un prodotto affidabile, da un produttore affidabile ad un ottimo rapporto di qualità/prezzo.
Ma qual’è il punto chiave che ha determinato ed influenzato in maniera significativa la mia scelta?
Voi! Il “popolo della rete” che, attraverso il suo crescente dinamismo e la sua partecipazione costante, determina nel processo decisionale il mio acquisto finale.
La storia (economica) ci insegna che nei momenti di crisi le aziende attuano strategie conservative di “safe side positioning” operando investimenti già adottati internamente e, di conseguenza, evitando canali di sperimentazione.
Anche grazie ad internet (unico media channel ad incrementare il proprio trend: vedi immagine a lato) il mondo dei social network rimane la sola eccezione: infatti i marketing manager di numerose aziende, interfacciandosi con agenzie di comunicazione, stanno destinando risorse ed investimenti (in costante aumento) verso il mondo delle community. I social network (Facebook al comando) rappresentano una sorta di “pianeta parallelo” potendo vantare ad oggi oltre 260 milioni di utenti, di cui 17 milioni solo in Italia!
Social Network Advertising è perciò attualmente il primo fenomeno in termini di investimento su cui poter creare la spinta necessaria per arginare l’attuale negativa congiuntura economica.
In merito all’articolo di oggi, pongo alla vostra attenzione il favoloso video “Dramatic Shift in Marketing Reality” realizzato dall’agenzia tedesca Scholz & Friends il quale, in pochi minuti ed in maniera totalmente esaustiva, riesce a dare una panoramica cristallina su come il social media marketing, e gli investimenti delle aziende ad esso legati, diventerà una colonna portante sulla quale costruire il web marketing e la comunicazione di ogni singolo brand.
Tornate presto a trovarci!
Fabio Balista – Marketing Manager @ Artistiko



















settembre 13th, 2009 at 15:19
Ciao Fabio.
Innanzitutto vorrei farvi complimenti per il blog: nato da poco ma già dimostra di essere all’altezza di altri ormai consolidati.
Vorrei completare la relazione da te effettuata segnalando, oltre a Facebook, anche Twitter come social network in testa assoluta d’utilizzo. E’ vero che in Italia ancora non ha preso piede come ad esempio negli USA, ma dal punto di vista del business (dato che l’articolo parla di marketing) non bisogna sottovalutarlo: è un grande strumento per le aziende.
Ad esempio, non tutti gli utenti web sanno ancora usare i feed RSS (strano ma vero), ma magari hanno un account twitter, e decidono di seguire le novità dell’azienda o le promozioni tramite questo canale.
settembre 13th, 2009 at 15:46
Ciao Maurizio,
grazie per i complimenti riguardo il magazine: stiamo cercando di creare un solido bacino dal quale attingere informazioni su diverse tematiche tutte inerenti a ciò che la mia azienda – Artistiko – tratta: grafica pubblicitaria, siti internet, seo, marketing, posizionamento, ecc…
Ciò che esprimi a proposito di Twitter è giustissimo, anche se in Italia ancora non si è sviluppata come in altre parti del mondo, la creatura di Biz Stone & Co. vanta una enorme mole di “status message” che possono essere utilizzati da ogni singolo visitatore della community, ma anche dalle aziende (come il caso di Dell che ha avviato un canale comunicativo su Twitter per essere sempre ed in continuo contatto con i propri clienti).
Inoltre, proprio in questi giorni ho letto di una novità che potrebbe rivoluzionare Twitter: aprire le porte alla pubblicità, ecco il link: http://www.tomshw.it/news.php?newsid=19354
Torna presto a trovarci
ciao
Fabio
settembre 15th, 2009 at 16:13
In merito al mio articolo sugli investimenti attraveros i new media, ieri ho letto un interessante post dal titolo “I marketing manager americani valutano in modo positivo i social network”. Ecco il link per poterlo leggere http://iab.blogosfere.it/2009/09/i-marketing-manager-americani-valutano-in-modo-positivo-i-social-network.html
Fabio
settembre 17th, 2009 at 18:21
Anche Coca-Cola sceglie Facebook: a conferma di quanto da me scritto nell’articolo, le azioni di marketing (anche non convenzionale) passeranno in maniera massiccia attraverso l’uso dei New Media
link: http://www.ninjamarketing.it/2009/09/17/livingsocial-e-coca-cola-cosa-ci-rende-felici/
Fabio
gennaio 14th, 2010 at 18:03
Ciao Fabio,
ho trovato molto interessante il tuo articolo!
Sto effettuando degli studi in merito all’argomento e avrei bisogno di informazioni analitiche e discorsive in merito agli effetti della crisi sugli investimenti pubblicitari sui mezzi di comunicazione (TV, radio, stampa, internet, cinema). Avresti report o studi che trattano questo tema? Purtroppo i dati che sono riuscita a trovare sono davvero pochi e non saprei a chi rivolgermi.
Grazie
Arcangela
gennaio 15th, 2010 at 10:12
Ciao Arcangela, e benvenuta nel magazine!
I dati con cui mi è stato possibile scrivere l’articolo, sono stati raccolti sporadicamente nel giro di 4/5 mesi, grazie al lavoro che svolgo mi è possibile accedere con una buona facilità a tali informazioni.
Purtroppo non ho niente in mano da poterti passare, ma con una buona ricerca on-line, ti assicuro che puoi trovare tante informazioni riguardanti ciò che stai cercando.
Un saluto
…torna a trovarci
Fabio