nov 15 2011

Passato, presente e… futuro! Come pianificare una strategia di marketing

Perché è importante la pianificazione per il business

Category: MarketingFabioBalista @ 17:18

cartello stradale prossima uscita futuroOggi vorrei fare un appello ai manager operanti nel marketing e nella comunicazione e agli imprenditori o aspiranti tali: credo che pochi, pochissimi di voi, operino per il futuro.
Parlando con i miei clienti mi accorgo che questo è un problema reale. Non ha senso concentrarsi esclusivamente sul presente se non si ha – o non si progetta – la strategia per il futuro.

Quindi ti chiedo: se fai un’analisi delle operazioni quotidiane che svolgi, quanto tempo di lavoro nella tua giornata tipo è destinato alla programmazione strategica del futuro?

Poco.

Destiniamo (quasi) tutto il nostro tempo all’emergenza della quotidianità!

Web marketing reportA mio personale giudizio (e per “personale” intendo dopo analisi di casistiche storiche, cicli vitali, studi macroeconomici e di marketing…) la mancanza di percezione per ciò che potrebbe accadere nel futuro, e la relativa predisposizione aziendale alle possibilità, mette a rischio la persistenza temporale delle organizzazioni imprenditoriali e dei professionisti.

Il mondo è cambiato.

E forse fino a qui te ne eri accorto anche tu!

Ma la percezione di questo cambiamento non basta: il mondo è si cambiato, ma continua, quotidianamente, a “mutare” con una rapidità impressionante.

Internet marketingSeth Godin, oggettivamente uno dei massimi esponenti di marketing al mondo, dice che una proiezione da qui a cinque stabilisce che oltre l’85% delle vendite globali sarà generato dal passaparola digitale.
Cosa vuol dire?
Vuol dire che oltre 8 transazioni commerciali su 10 avverranno “spinte” da recensioni online, siti web, blog, forum, social network!

Il processo logico che governerà le vendite sarà utente → web → acquisto.

Tu ci sei?
Alla luce di tutto questo chi non ha una strategia di webmarketing (cioè una presenza dell’attività nel mondo digitale) chiuderà: non importa quanto sei bravo… non avrai più clienti!

Rifletti seriamente sul futuro del tuo business… e chiediti:

  • ultimamente quanti nuovi clienti ho trovato?
  • ultimamente quanti clienti ho perso?
  • quali strategie ho attivato per trovare nuovi clienti?
  • quale strategia ho pianificato per il 2012 per trovare nuovi clienti?

Se fai fatica a rispondere alla quarta domanda, puoi sempre contattarci e studieremo insieme una soddisfacente risposta!

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ott 31 2011

Uso dei colori in graphic e web design basato su contenuto, target e emotività da generare

Il Dr. Tako Tortuga spiega come ogni colore ha un significato e suscita un certo tipo di emozione.

Category: Forse non sapete...FabioBalista @ 12:54

Tartaruga con le ali ArtistikoI colori influenzano tantissimi aspetti della nostra vita e condizionano ciò che della “realtà” percepiamo.

Il nostro cervello, inconsciamente, percepisce ed elabora i colori in una frazione di secondo e istantaneamente genera una sensazione. Una sensazione che può essere positiva o negativa.
Il colore produce uno stimolo, la risposta una emozione.

Tale emozione, solitamente, è divisibile in due aree: gradevole e sgradevole. Le emozioni, come ovviamente saprai, sono capaci di condizionare i comportamenti e le relative scelte successive.

Selezionare con precisione il colore adeguato al proprio progetto di comunicazione (di qualsiasi entità esso sia: un sito internet, un layout grafico, ecc.) e al proprio target di riferimento è un passo importantissimo che va analizzato e ponderato per non perdere contatto con la possibile clientela.
Scegli (con noi) la tonalità giusta per parlare al tuo target!

Il bianco

porsche biancaIl bianco esprime bene la totalità (in quanto contiene tutti gli altri colori), spesso rappresenta un nuovo inizio. Si associa alla calma, alla purezza e alla verginità. Ci parla di sicurezza, semplicità e pulizia.  È  appropriato per organizzazioni di volontariato o similari ed è associato a concetti quali ospedali, dottori, sterilità, quindi si può usare anche per suggerire sicurezza e conoscenza. Nei siti web ne consigliamo l’utilizzo soprattutto come sfondo in quanto favorisce la leggibilità dei testi e dona risalto ai contenuti.


Il rosso

volvo rossaIl rosso è passione. È amore. È vita. Il sangue, nostra linfa vitale, è rosso. Rappresenta ottimamente il desiderio. Lo associamo alla forza, alla potenza, all’energia, ma allo stesso tempo anche al pericolo e all’erotismo. Nei siti web lo  usiamo spesso per la sua capacità di evidenziare e portare l’attenzione su testi o immagini stimolando gli utenti a prendere decisioni rapide e precise (ad esempio in caso di azioni sbagliate o campi obbligatori non compilati). Nella sua variante attenuata (arancione) è il colore perfetto per i pulsanti “call to action”.


Il blu

secchi di vernice giallo magenta ciano e neroCielo e mare. Profondità e stabilità. Esprime fiducia, saggezza, intelligenza e costanza. E’ un colore molto amato dagli uomini, ma anche le donne ne sono attratte. Viene spesso associato a sentimenti di tranquillità e calma e lo si ritrova in siti dove è necessario ottenere la fiducia degli utenti e dove è indispensabile evocare benessere e serenità. Il blu (scuro) simboleggia l’esperienza ed è adatto per veicolare informazioni attinenti l’insegnamento e il lavoro di gruppo.


Il giallo

Il giallo, colore del sole, dona sensazioni di radiosità e calore ed è associato a gioia, vitalità, allegria e abbondanza. Catturando facilmente l’attenzione l’uso del giallo è consigliato per suscitare sentimenti positivi. Viene percepito come colore infantile quindi meglio evitarne l’uso associandolo a prodotti di lusso o nel caso in cui l’obiettivo è evocare stabilità e sicurezza. Per noi nel web è davvero efficace per promuovere prodotti per la tenera età o in contesti ludico-ricreativi.


Il nero

Il nero genera immediatamente un forte richiamo a concetti di eleganza e formalità. Nella nostra cultura occidentale richiama anche la morte. Per gli utenti più piccoli il nero rappresenta il mistero, il buio, le tenebre e, conseguentemente, la paura. Lo usiamo volentieri, sia nel web che nei layout grafici offline, per mettere in luce (per contrasto) sezioni di pagina a colori (in genere fotografie), poiché ne evidenzia i particolari anche se, sopratutto nel web, a volte ciò va a  discapito della leggibilità (per questo è poco consigliato come sfondo di aree testuali). In combinazione con colori caldi conferisce al design più aggressività e stile.


scatola colori pantone

Fabio Balista – Marketing Manager


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ott 23 2011

Addio caro grande Marco!

Il nostro saluto e omaggio al pilota vicino di casa che ha saputo trasmetterci sempre positività e motivazione

Category: TributoFabioBalista @ 16:30
goodbye great Sic [Artistiko]

Il nostro saluto al grande Marco Simoncelli


ott 22 2011

Limiti di siti in flash nel web design del 2011

Il Dr. Tortuga spiega come Flash non vada quasi mai d'accordo con la funzionalità di un progetto web.

Category: WebFabioBalista @ 19:20

Tartaruga con le ali ArtistikoGestiamo progetti web per oltre 80 aziende e di brief pre-progetto ne abbiamo fatti a centinaia. Uno dei fattori spesso ricorrenti (onestamente per fortuna sempre un po’ meno…) è quello dove il mio interlocutore – e potenziale cliente – vorrebbe un sito “animato”, un sito ricco di effetti strabilianti, ecc.
Una serie di elementi che sicuramente si possono eseguire utilizzando Flash (ma non solo).
Il cliente, che ha “quasi sempre” ragione, è estremamente convinto che i “fronzoli” apportati alla struttura web siano efficaci. “I siti in Flash sono più belli!”.
Allora mi trovo a dover andare contro tutti i principi della trattativa one-to-one: 1. inserire una “negazione” all’interno di una frase, 2. alzare il tono della voce, 3. contraddire in maniera decisa l’interlocutore… la mia risposta è sempre questa:

Non è assolutamente vero!

Applicare i principi della comunicazione “stampata” traslando idee e grafiche cartacee sul web è spesso quanto di più sbagliato si possa fare: il web ha le sue regole ed esigenze.
Non parlo di bianco o nero, di linee o macchie, di design minimal o multicolor… qui si parla di web. Si parla di realizzare un progetto ad hoc con un filo logico ed un obiettivo valido.

  1. Flash e gli utenti: “poca armonia”
    Gli utenti navigano. Cercano informazioni, vogliono risposte rapide, immediate. Il fattore tempo gioca un ruolo chiave per le dinamiche web.
    Il tempo medio di un visitatore per ogni sito web si aggira intorno ai 20 secondi: poi o trova le informazioni che stava cercando, o “se ne và!”.
    Se l’animazione dell’intro porta via qualche secondo… se la musica parte e l’utente è infastidito e deve spegnerla (e spesso non è così intuitiva la posizione del “player audio”)… insomma: vogliamo farlo scappare prima che ci possa concedere i suoi “20 secondi”?
  2. Flash e i motori di ricerca: “poca armonia”
    Lo scopo primario del motore di ricerca (es: Google) è fornire all’utente siti utili alle loro ricerche. Il motore di ricerca “premia” il sito web più coerente (e per coerenza non intendo solo di contenuti, ma anche di struttura ed altro), il più in linea con le esigenze dell’utente.
    Per la loro stessa natura (e qui parlo di codice di programmazione) i siti in Flash sono scarsamente indicizzati e difficilmente posizionabili tra i primi risultati del motore di ricerca.
    E’ vero che Google ha dichiarato ormai da anni di indicizzare i contenuti Flash (e lo fa), ma lo fa in modo non equivalente a siti “standard”: il risultato è quindi molto spesso non soddisfacente.
    Eseguite una ricerca di qualsiasi genere: spesso nelle prime pagine non vi sarà alcun sito in Flash.
  3. Flash e l’usabilità: “zero armonia”IPhone con logo Flash con divieto
    L’articolo 1 del mio personale senso di “usabilità” recita: “facile da capire, facile da navigare”. L’articolo 2 potrebbe invece dire così: “non obbligare l’utente ad evitare ostacoli lungo il percorso”.
    Le musiche di sottofondo anche.
    Le pagine di introduzione anche.
    Tutti i “fronzoli” ritenuti belli sono solo ostacoli sul percorso dell’utente.
    Un potenziale vostro cliente potrebbe anche decidere di dedicarvi più dei famosi 20 secondi… Ma poi deve essere in grado di andare dritto al suo obiettivo. Senza ostacoli.
    Un sito fatto con Flash “potrebbe” essere realizzato in modo che rispetti i principi di usabilità, ma molto spesso le conoscenze di chi li realizza non sono tali da permettere questo livello di sviluppo, oppure si ritiene non importante questo fattore.
  4. Flash e l’accessibilità: “zero armonia”
    Un sito web DEVE essere fruibile da tutti i tipi di utenti: portatori di handicap, visitatori con disabilità visive, uditive o impossibilitati ad usare il mouse. I nostri siti web vanno in contro a queste esigenze e permettono anche a questi utenti di fruire dei contenuti.
    I siti in Flash sono inaccessibile a certe categorie di utenti.
    Questo significa: etica più corretta, target possibile clienti più ampio e maggior “rispetto” da parte del motore di ricerca.
  5. Flash e il Mobile: “armonia che??”
    C’era la carta. Poi fu il PC. Ora è il tempo dell’iPhone e iPad.
    La quota dei navigatori “mobile” è in crescita costante. Su questi dispositivi Flash non è supportato! E non è possibile neanche installarlo successivamente.
    Se il vostro sito è o sarà in Flash tutti questi potenziali visitatori sono persi in partenza!

Concludo dicendo: “Vuoi ancora fare un sito che piaccia a voi o vuoi un sito che piaccia ai visitatori e ai motori di ricerca, che segue i principi di usabilità (e spesso usabilità significa anche maggior potenziale di marketing), accessibilità e soprattutto che funzioni  e che produca contatti e vendite alla tua attività?

Se vuoi un progetto web eccellente dal punto di vista grafico e funzionale allora contattami, altrimenti puoi sempre fare una ricerca su Google e cercare uno studio che realizzi siti in Flash. Sempre che lui non abbia il sito in Flash e tu non lo stia cercando da un dispositivo che non lo supporta!

Fabio Balista – Marketing Manager

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ott 05 2011

Grazie Steve! Addio…

Il nostro tributo all'uomo della Mela che ha trasformato la vita di mezzo mondo trasformandolo in un grande frutteto bianco

Category: TributoFabioBalista @ 12:24

Goodbye Steve Jobs. Thank you.


set 21 2011

Uscire dalla crisi? Chi non comunica rischia di scomparire

L'asset strategico per le aziende si concretizza nella reputazione web del brand

Category: MarketingFabioBalista @ 14:03

comunicazioneFabrizio Cataldi, fondatore della società Comunicazione Italiana, afferma: “Diffondere una vera e propria cultura della comunicazione, in un periodo storico nel quale una buona comunicazione risulta tra le strategie vincenti utili a dare una spinta decisiva alla ripresa economica, oltre a essere la leva fondamentale attraverso la quale si esprimono gli stili e i valori delle diverse realtà che compongono la società moderna”.

Il ruolo strategico della comunicazione è riconosciuto (fonte dati: Istituto Pierpaoli) dal 61% degli italiani. Da tali dati emerge, inoltre, che le priorità sulle quali investire nella comunicazione sono i valori e la cultura e che la “web reputation” delle aziende è importante per il 77%.


Nove italiani su dieci ritengono molto importante che la comunicazione di aziende ed istituzioni sia affidata ai professionisti del settore.

sagome di persone e puzzleFiorella Passoni, AD di Edelman Italia, dice: “Se un tempo le aziende si basavano sulla solidità economica per ricevere la fiducia del pubblico, oggi la reputazione si basa su elementi più ampi e complessi: siamo passati da un era in cui il comunicatore era uno, e si rivolgeva alla massa, ad una in cui diversi influenzatori si ascoltano reciprocamente contribuendo a costruire la reputazione”. “Per poter comunicare in maniera efficace” – prosegue Passoni – “bisogna saper ascoltare e coinvolgere i diversi pubblici in tutti i processi e gli aspetti della comunicazione”.

L’Italia (da una indagine di StrategyOne) è il primo paese europeo per l’attenzione riposta sul brand: oltre il 45% degli italiani considera fondamentale la reputazione dell’azienda al momento dell’acquisto.


smileLa comunicazione risulta fondamentale: lanciare le giuste strategie di marketing per comunicare e promuovere è il giusto sistema per incrementare la brand reputation e differenziarsi nel mercato; azione che si ripercuote direttamente a livello economico.

Fabio Balista – Marketing Manager

(fonte per l’articolo Pubblicità Italia – mese agosto 2011)


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feb 28 2011

Internet: boom 2011 per il web

Il superamento della crisi economica passa per la rete!

Category: Web marketingMarcoPedota @ 23:05

Dall’analisi svolta da Deloitte Consulting (azienda leader nei servizi professionali alle imprese) emerge il ruolo trainante di internet per la ripresa economica.
L’e-commerce tira, Facebook esplode, 5,3 milioni di italiani accedono ad internet tramite cellulare (internet mobile) ed oltre il 70% delle scelte per l’acquisto si avviano attraverso il web: il 2011 si attesta come l’anno del boom per chi vuole fare impresa online!

e nella Provincia di Pesaro?

Le aziende del distretto sono consapevoli di questi dati e decideranno di “cavalcare l’onda”?

Le imprese più attente all’innovazione hanno già intuito l’importanza della comunicazione via web e si sono già mosse in questa direzione. Purtroppo i pionieri sono ancora pochi e le enormi potenzialità offerte dal web non sono ancora sfruttate a pieno.
E-commerce, strumenti di social media marketing e più in generale il web non sono ancora utilizzati al meglio. Tutti sanno che i budget di investimento per comunicare e fare pubblicità attraverso il web sono nettamente inferiori rispetto ad altre forme di promozione offline del proprio brand ed i risultati sono misurabilie assolutamente confortanti.



Perché allora non “cavalcare l’onda” ed uscire dalla crisi con l’aiuto dei nuovi strumenti del web 2.0?
A tale scopo lo Studio Artistiko mette a disposizione i propri servizi professionali: cavalcate l’onda, siate partecipi della ripresa economica svolgendo un ruolo da protagonisti nell’era del web.

Elena Pasini – Account executive

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lug 31 2010

Come trasformare la routine da fiera in partecipazione attiva

Modifichiamo le nostre vecchie abitudini da fiera per incrementarne il feedback positivo, anche dai vecchi clienti!

Category: MarketingMarcoPedota @ 23:03

Dopo aver analizzato i punti chiave causa del calo di prestazioni della partecipazione alle fiere, cominciamo analizzandone uno sempre valido: la routine fieristica causa di scarso feedback e basso livello d’innovazione e di motivazione aziendale.

Uno dei principali problemi che possono rendere “fallimentare” la partecipazione ad una fiera è la routine: anche se crediamo che le nostre care vecchie abitudini da fiera siano “vincenti”, potrebbero non esserlo ragionando sulla continuità: i nostri clienti che ci hanno già fatto visita gli anni precedenti restano “annoiati” dal nostro stand simile, stesse persone, stessi approcci, stessa comunicazione. Una nuova (anche se non del tutto diversa) politica fieristica potrebbe invece stupirli, o comunque comunicare loro l’idea che l’azienda innova e si rinnova, aumentando l’attrattiva nei suoi confronti e l’entusiasmo generale.

Ragioniamo quindi sempre sul punto chiave: l’innovazione.


Per riepilogare quanto appena detto ed avere le idee chiare, possiamo porci alcune domande (e relative risposte):

  1. D. Il nostro materiale promozionale (brochures, depliants, shopper, gadgets, ecc) è già stato presentato ai nostri clienti?
    R. Rinnoviamo il materiale promozionale, facciamolo studiare appositamente per la fiera oppure approfittiamo della fiera per promuovere nuovi prodotti e presentare il nuovo catalogo/listino/brochure
  2. D. Il nostro stand ci piace, ma trasmette ad un visitatore esterno la stessa sensazione che proviamo noi, che conosciamo a fondo l’azienda, i prodotti, la sua filosofia?
    R. Facciamo esaminare il nostro stand da un consulente esterno, che può segnalarci, analizzandolo, pregi e difetti dello stesso, indicandoci quali accorgimenti e novità possano renderlo nuovo e vincente
  3. D. E’ giusto far partecipare alla fiera lo stesso personale che ha già partecipato alle edizioni precedenti?
    R. Verifichiamo il personale che deve partecipare alla fiera ad ogni nuova edizione: non mandiamo “i soliti” solo perchè conoscono già fiera e dinamiche. Alcuni nuovi entusiasti giovani dell’azienda, esperti sui nuovi prodotti da presentare, adeguatamente formati dai “veterani” e da consulenti esterni potrebbero dimostrare un grande potenziale.
  4. D. Abbiamo rinnovato l’immagine trasmessa dall’allestimento, grafica, e materiale promozionale. Dobbiamo essere soddisfatti?
    R. Il massimo coinvolgimento, in ogni situazione creata per catturare l’attenzione del pubblico, si ottiene stimolando al meglio tutti i sensi: pensiamo all’illuminazione aggiuntiva dello stand, alla musica, addirittura possiamo stimolare l’olfatto del pubblico diffondendo leggeri profumi, se attinente al tipo di azienda/prodotto/messaggio. Non dimentichiamo infine l’abbigliamento: una “divisa” per la fiera potrebbe distinguerci veramente dai nostri concorrenti dello stand affianco.

Per riuscire a pianificare il tutto nel migliore dei modi ed abbattere la routine da fiera, il consulente marketing o l’agenzia di comunicazione possono consigliarci e guidarci, studiando insieme a noi la strategia vincente.

Vediamo ora come effettuare una corretta pianificazione pre-fiera.

Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

in collaborazione con Marcello Zeppa – Brand Equity

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lug 28 2010

Migliorare il Feedback (ROI) di una Fiera ottimizzando i costi!

La presenza in Fiera dei brand è un eccellente veicolo di comunicazione, ma è efficace solo seguendo una corretta strategia di marketing

Category: MarketingFabioBalista @ 23:02

Le Fiere sono state per tanti anni il miglior strumento di marketing diretto per quanto riguarda la comunicazione face to face. Questo è stato possibile grazie alla struttura fieristica: vi sono infatti, insieme: fornitori, acquirenti, agenti, purchase influencer e consulenti.

È stata quindi, la Fiera, il palcoscenico ideale per: lanciare nuovi prodotti e servizi, garantirsi il supporto dei media, costruire la visibilità e la reputazione del marchio, generare nuovi contatti e fidelizzare i clienti già a portfolio.

È così ancora oggi? Le Fiere sono ancora quell’arma infallibile per la comunicazione del brand faccia a faccia?

Noi crediamo di sì! Però….

… però ci sono cause che ci portano a pensare che il calo dei feedback post-fiera ed il conseguente calo del trend fieristico non sia un fenomeno legato al boom dei new media ed alla new comunication in generale, quanto più ad aspetti individuabili e quantificabili, determinati dal comportamento dei brand stessi.


I punti chiave che secondo noi hanno determinato un “intorpidimento” della vitalità che trasmettevano le marche in Fiera, sono:

  • Routine → andiamo sempre alle stesse Fiere, con lo stesso materiale promozionale degli anni passati, con stand simili, con le stesse persone, ecc.
  • Scarsa pianificazione pre-fieraquanta attenzione dedicate nel mettere ogni tassello al posto giusto per convertire la vostra presenza in Fiera in un’arma che generi ritorni sicuri?
  • Fretta → e quanto tempo dedicate alla pianificazione della Fiera?
  • Stand → è sempre lo stesso, o molto simile agli anni passati…. pensate che così la gente vi “riconosca” più velocemente, ma vi sbagliate! Le persone vogliono l’innovazione, il cambiamento! Vogliono poter contare su una marca di cui si fidano ma che comunque proponga (sotto ogni aspetto riguardante l’immagine e la qualità) la novità.
  • Gestione post-fiera → molto spesso assente! Noi consideriamo, invece, quest’ultimo punto chiave, come una delle principali fonti di successo di una Fiera.

Scopriamo insieme come trasformare la routine da fiera in una partecipazione attiva!

Fabio Balista – Marketing Manager @ Artistiko

in collaborazione con Marcello Zeppa – Brand Equity

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nov 26 2009

Ripresa economica in Italia ed andamento delle vendite online: fine della crisi?

Uno dei sistemi meno influenzati dalla crisi è quello della vendita online

Category: Web marketingMarcoPedota @ 23:01

Ad un anno dall’inizio della crisi economica mondiale, sembra che finalmente qualcosa stia veramente cambiando: dopo 5 trimestri negativi, risulta un aumento dello 0,6% sul PIL italiano, meglio della media europea dello 0,2%. E’ l’inizio della ripresa che tutti stavamo aspettando?

Mentre per moltissime realtà aziendali, che si sono trovate davanti un clima più rigido da parte delle banche e sempre meno clienti (oltre a quelli insolventi), il 2009 ha portato grandi difficoltà e per alcune anche tristi esiti, per altre, che hanno investito nella vendita online, non è stato proprio così.

Situazione economica del commercio elettronico in Italia

Nonostante la crisi, nel 2009 si è registrato un incremento degli ordini effettuati in negozi online italiani del 13%, per un fatturato totale di circa 5,8 miliardi di euro, che  segnano un +1% rispetto al 2008. (dati dell’Osservatorio Netcomm School of Management del Politecnico di Milano)

Mentre in Italia, come già indicato nell’articolo “Mercato degli acquisti on-line in crescita“, gli utenti web che acquistano online sono in leggero aumento, grazie agli investimenti da parte degli imprenitori in siti web di commercio elettronico più sicuri e veloci, oltre che in strategie di web-marketing mirate e seguite da esperti, all’estero la pratica dell’acquisto online è ben più diffusa, in molti paesi ormai consolidata da anni, anche grazie alla banda larga come diritto del cittadino (in Spagna e Finlandia è prevista entro fine 2010, mentre per avere banda larga adsl 2mb gratis in Italia dovremo aspettare almeno la fine del 2011).

Export tradizionale contro export online: nel 2009 vincono le esportazioni online

Per i motivi sopra esposti, l’export attraverso e-commerce italiani permette alle aziende che offrono un sito multilingua di incrementare enormemente le entrate, in particolar modo per quei settore del “Made in  Italy” che da sempre ci contraddistinguono.

Dal 2007 al 2009 le esportazioni tradizionali hanno subito un calo percentuale costante di circa il 15% annuo. Nello stesso periodo le esportazioni online sono rimaste costanti, ed in aumento in questo ultimo periodo: se l’andamento rispetterà le previsioni, a fine anno si registrerà un incremento del 9% dell’export online rispetto al 2008.


Quali sono i settori trainanti dell’export nel commercio online italiano?

Come scritto sopra, i settori di vendita online maggiormente apprezzati all’estero sono quelli che offrono alcune delle cose che ci contraddistinguono: il turismo e la moda. Infatti le vendite online all’estero registrano circa il 60% proprio nel settore del turismo, mentre il 20% nell settore dell’abbigliamento ed accessori.

Ad oggi, come ci illustra il grafico, oltre la metà dei siti che offrono prodotti o servizi online, sono legati al turismo. Fanno seguito gli e-commerce di informatica ed elettronica (settore tra i primi a nascere), assicurazioni, abbigliamento, editoria, musica ed alimenti.


Variazioni delle vendite online in Italia nel 2009 rispetto al 2008

Proprio in conferma dei dati esposti, nei quali si indica l’abbigliamento come settore in fortissima crescita, ha aperto ieri il nuovo e-commerce di Giorgio Armani.

Emerge da quest’anno anche il commercio online dei vini italiani, che non mancherà di essere apprezzato all’estero. Abbigliamento ed alimentari sono settori con poca concorrenza in quanto a negozi online, ricoprono solo il 7% degli e-shop italiano: ciò nonostante le vendite di questi due settori sono in forte crescita, registrando una stima di + 51% rispetto al 2008. Al contrario notiamo che il settore più diffuso, il turismo, è in calo, anche se di solo il 3%. Questo però non deve destare preoccupazione per i singoli operatori turistici, in quanto quello del turismo online è un settore attivo da molti anni, e comunque unico, non “attaccabile” con facilità dalla concorrenza (se cerco un bed & breakfast a Siena, i concorrenti del resto d’Italia non saranno di certo un problema). La concorrenza che può esistere in questo settore è riscontrabile nelle prenotazioni di viaggi o voli.


Fatturato e-commerce in tendenza crescente nel 2009

Dall’analisi effetuata dal Politecnico di Milano risulta che oltre il 60% delle attività di vendita online presenta un bilancio in aumento, dei quali i due terzi oltre il 20% rispetto al 2008. Solo il 20% deglle attività registrano un calo, quasi sempre marginale.

In conclusione, probabilmente è prorpio il 2010 il momento migliore per aprire un nuovo e-commerce o per intraprendere investimenti di web marketing su un sito già presente, in virtù dei dati sopra citati e del costante incremento degli utenti nazionali ed esteri verso l’acquisto online, senza contate l’intenzione dei governi di tutta Europa di fornire banda larga a tutti i cittadini entro pochissimi anni, come diritto pubblico.


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NOTA 2: Se hai un e-commerce o se sviluppi siti web, sicuramente hai trovato di aiuto i consigli e le strategie elencate in questo articolo. Considera l’idea di contattarmi per una consulenza di web marketing al fine di valorizzare al massimo il tuo sito ed ottenere il successo di cui hai bisogno!

Marco Pedota – Web administrator & SEO specialist

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